Questa vita che disillusa
passa attraverso lo specchio,
in un soffio loquace che vive
nel sereno del giorno,
in un incontro nell’erba,
fra piedi liberi a raccogliere l’umidità che ci travolge e
ci lascia appassionati in un limbo di tesoro.
Un svago permissivo,
migrante emozioni vivissime di colore nocciola,
un colore autunnale,
per riscaldarsi le membra fra corpi che si muovono,
incontrandosi in una danza,
fatta di sera e luce,
di vento nei capelli e sguardi che si toccano,
che s’amano.
Un lungo istante di avvicinamento
emerge fra le pieghe dei sorrisi,
che non sono stanchi,
che insieme si guardano,
convinti dell’andare oltre,
del vivere ancora una vita immensa.
Una promessa, se così la si vuol dire,
una promessa di vita, di continuità,
che le nostre labbra si sfiorino seppur velocemente
ma costantemente nei giorni futuri,
che non venga mai a mancare
quell’abbraccio infinito di ogni giorno,
dato per scontato ma che in fondo non lo è;
un unione d’intesa,
di sentimento,
finché qualcosa non ci divida e
ci lasci tramortiti senza una parte di noi,
che risulterebbe sgonfia, liscia, ritorta, strizzata d’amore.
Un elogio al paradiso perduto,
che vaga e mi soffia la sua esistenza nelle orecchie e
mentre per mano ti tengo
il giorno pian piano scompare,
lasciandomi in attesa di un veloce bacio quotidiano.
