Riempie il cielo la pioggia,
stilettando l’etere polveroso,
di corsa anch’essa,
come ogni animo sopito.
E vedi nel muro d’acqua
cieli sempre più scuri,
cercando con le unghie
di squarciare il cupo piombo,
alla scoperta di orizzonti luminosi…
La lentezza di fragranze nuove e antiche macerie.
Camminando per distese erbose,
l’ampiezza di un mondo lento
assapori, capendo dolcemente,
su colli esplosi di stelle,
che dal buio nasce la luce.
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