Ai margini di una vecchia fontana,
la gente discute, parla.
si potrebbe costruire una città,
un impero con le parole.
Al giungere del tramonto,
le menti si riposano
i cuori si aprono,
si stringono calorosamente…
e parlano…promettono…
con la dolcezza degli occhi,
con la durezza della voce.
L’orecchio ascolta
e la bocca parla..
Confuse al chiarore dell’alba,
avvolte nella nebbia,
percorrono la vecchia strada tortuosa
figure cupe e tristi
ricordano le parole,le acclamazioni,
mentre fila di croci si susseguono
sotto la penombra di alberi.
Ricordano le fredde stanze
dove si piange un corpo martoriato.
Qualcuno ha colpito
esasperato dalle parole
che non hanno riempito il vuoto
Piangono innocenti vagiti,
piangono le parole
che furono vaghe promesse.
Parole ,vagiti
Abbandonati,
ai quali nessuno darà l’amore.
Parole che urlano da un balcone,
da un microfono, che si confondono
nel pesante calpestio ritmato
nel fucile..
nelle mani che chiedono, implorano,
nei visi pallidi, emaciati di mamme
che desiderano una vita migliore…
IL sole si nasconde dietro le nubi
ormai stanco di ascoltare…
parole senza dialoghi
dialoghi fini a sé stessi
per il proprio unico tornaconto.