Ti guardo e non brilli come il tempo di ieri

ti osservo e scruto i tuoi mille pensieri

un tempo eri luce che accecavi i miei sensi

ma ora non vedo più quello che pensi


Ma come è possibile un tempo era amore

mi pare ancora di sentire il tuo cuore

battea di un veloce che sol pari era il vento

ed io rispondevo con un batter di cento


Tornando un dì a casa  con solo me stesso

passai per  un viale che di  uso non ero far spesso

quand'ecco che come un beffardo destino

io scorsi due volti ...col volto vicino


Ecco cosa erano quei tuoi  lunghi silenzi

il tuo cuore mentiva di fronte ai miei occhi

perchè già riservavi parole ... ai suoi occhi

è il bacio siglava i tuoi taciti assenzi


Sorrido  io adesso e mi elevo nel giusto

e quel che pensavo par  fosse un mio sbaglio

si muta per scherzo in un riso di gusto

così per schernir un mio tenero abbaglio


adesso il mio cuore non soffre tradito

ma soffre per quello che già stabilito

d'amor non si muore per ciò hai rubato

ma solo per quello di cui non hai dato.


Profilo Autore: fulvio catanzaro  

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Ha  tradito, non era lei
ma una parte di lei
diavoleria di un capriccio
finito in un riccio.
Alternativa del certo
del non assoluto.
Gioco d'emozioni
finito in soffitta
senza ritorno,
senza alcuna sconfitta.


Profilo Autore: Viola  

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Quando chiuderò quella porta,
sarà per l'ultima volta...
non vorrò più stare ad ascoltare
l'ennesima menzogna
costruita ad arte
per farmi stare in disparte,
non mi volterò indietro,
non farò più un metro,
perchè ormai in me...
non c'è più posto per te.

Profilo Autore: oscis*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Ho donato il mio cuore
e aperto la porta del paradiso.
Ho lasciato che i tuoi pensieri
mi accarezzassero caldi e leggeri
e sfiorassero il mio corpo
desideroso d'amore!

Ho parlato con le tue stesse labbra
ho letto con gli stessi tuoi occhi
superato gli ostacoli
e vilolentato la mia anima!

Adesso son qui prigioniera
con pensieri bui invasi
da malinconia
la porta del paradiso chiusa
e solo l'inferno dentro me!

E' il paradiso che muore!


Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Quello che devi dire, dillo
fai svelta e poi vattene
Non crederai che dentro
il pozzo non abbia fine
che non esista un limite
che tutto possa essere assorbito
come aria che respiriamo.
Sbrigati. Poi lasciami solo;
è l'unica cosa di cui credo
d'avere autentico bisogno
anche se dentro mi divora
come ogni volta ormai
la voglia di pregarti ignorando
la fiamma dell'umiliazione.
Ho disperato bisogno
di farmi un  po' di compagnia.

Profilo Autore: Pino Chisari  

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Barcollano 
mezze verità 

la tua menzogna
si nasconde gli occhi 
anche la tua ombra
urla
ma ti ho accanto
vicino al tuo fiato
sogna pure
il tuo amante
ho una colla potente

il mio amarti
è anche
il perdono.

Profilo Autore: fabio brogini  

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Non t’ho sentito entrare

guardavo ancora la gabbietta

al centro della stanza

con dentro il cuore da rieducare


Incurante di dubbi e condizioni

fumavo un’ala di distrazione

e mi spiralizzavo verso la volta

-tu puoi chiamarlo soffitto

ma io ho bisogno del cielo -

non a caso ci ho attaccato

stelle fosforescenti

e le proietto nell’ultimo flash notturno

per oscurarmi a modo mio


Non t’ho sentito…

forse non sei neppure entrato

solo da lontano hai tentato

di farmi sorridere

tu, la rosa e la bottiglia fredda

poi nel gesto hai nascosto la chiave


Domani, quando torni

non sporcarmi il parquet

con la mota d’altre sotto i piedi

Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Vorrei avere i tuoi occhi

per guardarmi

le tue dita

per toccarmi.

E scoprire il gelo

che mi è insito.

Perchè tu non lo vedi?

Perchè,al tatto,non gli sei riluttante?

Vai lontano da me,

cossicchè i miei occhi

possano mirarti di spalle,

mentre vai senza tornare.

Va' verso un sole

che in me si è spento.

Va', perchè per noi

non ritornerà.


Profilo Autore: DaMa  

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Mi avevi promesso che mi avresti amato
per l'eternità.
Mi avevi promesso che niente ci avrebbe
separato. Neppure la morte.
Mi avevi promesso che questo cuore,
ora lacerato,
sarebbe stato mio e tuo
e che insieme avremmo condiviso tutto.
Gioie, paure, tristezza
e solitudine.
Anch'io ora voglio condividere qualcosa
con te.
Il piacere di poterti infliggere sulla carne
la stessa ferita che hai inflitto a me.
Anche se mai soffrirai quanto ho sofferto io
mentre le tue bugie mi fanno sanguinare
le orecchie.
E il tuo respiro,
dolce, sulla mia pelle,
mi irrita... come non mai.


Profilo Autore: HinataLove  

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Nulla la vita c’insegna

Se il nulla ci riempie la testa.

Sorde son le parole,

Vane perforano l’aria.

Ciechi i tuoi occhi, ai miei gesti.

Astratto il mio corpo cammina.

Ignaro, il tuo vivere

Non s’accorge di me.

Provo a chiamarti,

A parlarti, a pregarti,

Poi angosciata mi chiedo perché?

Non son’io, forse, nata da te?

Il marchio del tempo

Indelebile affonda il ferro rovente,

E’ sordo e non sente.

Cammina veloce.

Con polvere antica ricopre

Ancor più nel profondo ogni bene.

Neanche il volere più forte dell’anima mia può.

Se tu non lo vuoi

Strapparlo alla morte

Il tempo che passa c’invecchia,

Ci trasforma l’aspetto,

Ed io, sono qui ed aspetto.

Aspetto un tuo gesto d’affetto, un tuo gesto gentile.

Un tuo modo garbato di dire,

Ma il tuo io, che non sbaglia e non mente.

L’alterigia imponente

Il tuo dito puntato.

Il tuo dire spietato.

Lo sputare sentenze.

Tutto questo, ripetuto per anni

Ha prodotto soltanto dei danni.

Per te,

Che t’affanni soltanto

A capire i perché che riguardano te.

Che importanza può avere?

Se c’e uno che grida per farti capire

Che non sempre puoi avere ragione.

Che non può essere soltanto tuo

Il diritto di dire e sapere.

Ho provato per tutti i miei anni

A farti capire i tormenti, la pena,

A farti capire il mio bene.

Hai sempre pensato che non fossi sincera.

Sei tutt’ora convinta che io sia finta.

Quanto poco hai capito di me!

Se per tutte le volte che ho pianto

Da quando son nata,

M’avessi cercata, capita. Tenuta con te.

Ora, quei gesti che cerchi per te.

Sarebbero nati da se.

Niente e nessuno

Potrà farmi nascere dentro

Un bene diverso da quello che sento.

Il mio bene è il ritorno allo specchio

Di quello che tu hai dato a me.

Nemmeno sta volta di fronte alla morte

Sei stata capace di dire

“Ti ascolto, ti voglio capire"

"Ho bisogno di te”

Lui se ne è andato.

Portando con se una parte di me.

L’unico filo sottile

Per sentirsi un po’ figlia in quella famiglia.

Ho parlato con te. Se parlar si può dire.

Ho cercato di farti capire

Perche in fondo, anche se torto e ritorto

Pestato, schiacciato

Il mio bene era li.

Consapevole e certa di non darti un'altra occasione.

Per crear confusione.

Ben chiaro ti ho detto. “mai sotto il mio tetto”

Cercherò comunque di darti il mio affetto.

Onesto, leale, sincero, pulito autentico e vero

Ma mai sotto il mio tetto.

Perché, dalla faccia che hai.

Dalla voce che hai, da come ti muovi,

Dai gesti che fai, da quello che dici,

Vedo tutto e vorrei non vedere,

Vorrei non sentire, vorrei non capire.

E invece, ho capito già tutto.

Il filo sottile sé rotto.

Papà se ne è andato.

Tu hai fatto una scelta.

Non ora da sempre.

Hai deciso di farmi da parte,

Hai diviso a metà

La tua prepotenza la tua arroganza

Con il tuo alterego.

Andate tranquilli,

La vita non e fatta solo d’arroganza e di strilli,

Prepotenze e soprusi.

Prima o poi toccherà pure a voi

E pronti o non pronti

Si arriverà alla fine dei conti.



Profilo Autore: M:D:F:  

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