Cencioso il pantalone
lì dove troppe volte ginocchia si son piegate;
e il ticchettio abulico di un orologio senza tempo
ha generato mani prive di volontà.
Intrecciate a fatica
si son innalzate ad un cielo brumoso 
generando preghiere di lode e di rabbia.

Ieri o ieri l'altro,
speranzoso mi sono adagiato
nella semioscurità del tempio.
Nascosto allo sguardo petulante di elementi portanti
mi sono piegato
ed a quel "Padre" dal passo debole o nullo
mi son rivolto
e ho scagliato verso quella croce divenuta ormai
"vecchio " cimelio la mia implorazione.

Il silenzio smorzato da nauseabondo incenso
è divenuto eco
a cui pietra su pietra rispondeva
a quel Dio divenuto sordo
ho im plorato il mio grido

Ieri o ieri l'altro 
sono caduto
ed ho sentito dentro di me il respiro ansimante di mio "Padre"
Profilo Autore: Vincenzo liguori  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 04-02-2018 20:07
Poesia molto emozionante, complimenti, forse non è stata capita, ma a me mi ha trasmesso molto, ciao.

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