Sei fischi brevi e veloci
 seguiti da uno lungo ed intenso,
poi salpa come
carta assorbente,
s'imbeve del verde del lago.

Una testa nobile e secca
uncinata di trifogli 
spiovente dal ramo,
le piccole trombe
degli angeli accanto
hanno bordi bruciati di tramonto.
Giovane pescatore gettato 
nelle campanine di riva 

sogno, sogno,
usato di recente,
già buio dal cielo
dal vicolo della stanza 
è un figlio che riposa.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Commenti  

gabriella guerra
+1 # gabriella guerra 21-09-2013 21:55
Ciao Alberto...finalmente sono riuscita a votarti!!!! le tue poesie sono tutta un'altra storia....bella davvero!
pierrot
+1 # pierrot 22-09-2013 23:54
trascina la voce malinconica del lago, che ogni volta racconta e si ripete, nelle leggende antiche, nella sua storia...
Alberto Automa
# Alberto Automa 24-09-2013 18:31
...Gabriella, Pierrot, vi ringrazio per il passaggio... Credo nel lago come uno straordinario luogo dell'anima...inesaur ibile. Un saluto ;-)

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