Nel nostro vagare indeciso
ci fermammo esausti
presso un lago ghiacciato.
Le donne misero rose
in secchi metallici e arruginiti.
Un rituale inutile, dimenticato.
Il cammino riprese svelto.
Il sole non rinfrancava le fronti
il vento perforava le gengive
malate sanguinanti.
I bimbi non piangevano piu' da secoli,
solo per loro natura
cercavano gli sguardi dei nonni,
nascosti
muti
fissi
sulla ghiaia di questo mondo
fissi
sulla ghiaia che secca le vene.

Commenti
Molti autori, e lo farei anche io, nn danno il titolo ai propri testi ma li numerano; effettivamente, questo, spesso risulta un problema in quanto è sempre l'ultima cosa da creare e a volte, nn serve proprio!
- questo, secondo me!!! -
Detto ciò, le prossime poesie, molto belle tra l'altro, saranno numerate così: IV V VI VII... e via dicendo!
Ave, Silvana!!!