Da zero a nove e poi non mi ripongo,
io passo e non mi vedi,
mi ignori e non sai mai chi dopo sono,
perché tu a nulla purtroppo ci credi,
ma voglio farti un dono.
Questo è quello che io adesso suppongo.
Null'altro ti propongo.
Zero a zero e tutto è nell'infinito,
poche righe e leggi solo il dissenso,
fa guerra e cambia senso,
ma uno contro uno ed il gioco è finito.
Ciò che ho poi non dico,
non son lieto d'Essere,
poiché tutto mi si rivolta contro
e tu mi usi per tessere,
ciò che adesso vorresti a tuo riscontro.
Tu non sei mio amico,
Tutto è sempre vago,
e le tue non sono ora idee balzane,
come dire per svago,
che questo tempo ci da cose insane,
ma penso siano strane.
Mi son perso il mio ruolo,
la mia scienza non è solo pensiero,
con numeri uno stuolo,
che poi mi rivelino ancora chi ero
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Profilo Autore: Fènix Félix  

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Passata la notte insieme,
soli su un prato nero,
sentiamo ora ora ciò che ci tiene:
l'appartenenza reciproca,
il nostro amore, che è guerriero.

Il sole cresce e la luce si corica
sulle nostre solide catene.
Siamo uniti dallo stesso sorriso
e viviamo nella medesima retorica.
Un falso reale sentimento. 

L'astro compare, già assiso,
e ci inonda di un forte bagliore.
Il raggio giunge, colando, privo di intento,
sui nostri visi, illuminati d'un altro lampo.
Senza odore, l'aria ci solleva e trasmuta.

Siamo sul campo, con spirito adoratore;
la mossa è compiuta e il volo è spiccato.
Sotto di noi la vita prosegue, tra i fiori, sull'erba. Lasciamoci andare alla furia di questa corrente,
che ci avvolge come l'oceano affamato.
Così moriremo alla nascita della nostra ultima alba.
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Profilo Autore: Samuel Longo  

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Uno scalino dopo l'altro.

È una lenta salita verso la luce

che chiama con voce sensuosa.

E dinanzi a me appare, proprio al centro,

l'amor truce in posa, il mio idolo;

con l'aspetto di mille aurore

ad attendermi con impazienza

seduto sul suo trono: il patibolo.

E ora, ché scompaiono le mie paure,

mi piego con schifosa indecenza

e l'animo si concede alla sua richiesta ingorda.

La corsa brama il mio respiro,

mi vuole corrompere,

quindi stringe la corda.

È giunta! Comincia, animalesca e ardita,

la sottomissione. Scoprire il suo raggiro:

"è una semplice canzone..."

È l'ora della vita!

Prendo a vibrare nel suo abbraccio,

fatto di pulsazioni, di colori

che sono solo subdole allusioni.

Rimango privo di volontà e coraggio.

E come una cisterna piena di fori

sverso il mio essere sopra al legno:

il palco col cappio che cercavo

ha dato qualche attimo di sollievo

prendendo la mia dignità come pegno.

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Profilo Autore: Samuel Longo  

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La bimba Cecilia

ha la bambola schiava,

costretta ad un voto

di eterna obbedienza;

per lei la padrona

col cianuro si lava,

è tutto l’opposto

dell’innocenza.



Allegra Cecilia

va verso il parchetto

e con il suo passo

calpesta il “ricordo”

di un infido, pigro

bastardo cagnetto

che ringhia al grasso,

al magro, al codardo.



Lo insulta Cecilia,

ma così non si fa!

e il cane furtivo

fa adesso l’indiano;

annusa, cammina

sì gira qua e là

e guarda curioso

un aereo lontano.



...E pensa Cecilia

che sta su una rampa:

Ma guarda che ardito, 

mi vuole ignorare!

Però un po’ è carino,

sembra anche “in zampa”,

spero non l’usi 

solo per...espletare...



La mano Cecilia

presenta al cagnetto

e lui l’annusa:

salsiccia o biscotto?

Ma no, tranquilli

dà solo un bacetto,

alfine il selvaggio

ha scelto il salotto.



Torna Cecilia 

col nuovo amico 

dove la madre

attende adesso.

La bimba maligna

sta meglio, ti dico,

ma là c’è colei

che i geni ha trasmesso.



Piange Cecilia,

perché madre ottusa

caccia via il cane

che torna a ringhiare,

anzi ora morde

e salda è la presa

sul prete, sul ladro,

sul carabiniere.



Guarda Cecilia,

giornata fantastica!

Con la sua bambola

sta al tavolino,

prepara un bel tè

in tazze di plastica

e gli alberi danzano

nel suo bel giardino.



E dice alla schiava

con fare sereno:

“Invitiamo la mamma,

le piace il tè nero!”

E poi le sussurra

con la bocca in mano:

“Però non le dire

che c’è anche il cianuro”...

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Profilo Autore: Enry  

Questo autore ha pubblicato 15 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Madre, svesti tuo figlio
dalle paure più recondite 
e accarezzalo nel suo giaciglio 
finché Morfeo non lo abbracci 
per cadere nel mondo reale
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Profilo Autore: carmine.elia98  

Questo autore ha pubblicato 7 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nei prati di chiesa
Alberi nasceranno in inverno
Più belli di quelli primaverili
Di frutti proibiti
Dai fiori della nostra neve.

Margherite sbocceranno
A gennaio, neve da puntini gialli
Sembreranno sul bianco tappeto
Onde l'erba si rannicchia fredda
Come in letargo.

Nei prati di chiesa
Fiocchi nasceranno d'estate
Più candidi di quelli invernali
Ma di calda tenerezza
Dalle sagome più varie.

Volpini usciranno
Ad aprile dalla loro tana
Stirati e mimetizzati tra arbusti
Sempreverdi ed autunnali così alti
Da toccare le nuvole basse.
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Profilo Autore: Carboluka  

Questo autore ha pubblicato 27 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Agriturismi euforici
tra canneti inestricati
si infrangono
su dune soporifere
di pianure catatoniche.
L'astro siderale
trascende l'interstizio
subcorneale dell'elzeviro
virtuale per connettersi
alla linea diaframmatica
della sinapsi piroclastica.
Quindi l'archetipo
polisaccarosico si
sprofonda nel magma
pantomimico di una
fluorescenza graminacea
antelucana non scevra
di fratture sovrapelviche.
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

Questo autore ha pubblicato 124 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

La camera del pazzo

ha uno specchio rovesciato,

lui si guarda e si vede

bello, coi capelli di mangrovia.

La camera del pazzo

si affaccia su un burrone,

non ne vede più il fondo

da cui spunta un fiore secco.

Nella camera del pazzo

ci abita un pazzo finto,

che odora di carta vecchia

ingiallita su un ripiano.

La camera del pazzo

è arredata col suo gusto:

un armadio di gomma rosa

e l’accetta per aprirlo.

La camera del pazzo

ha un grande letto comodo

con un alto materasso

di vetri sbriciolati.

Nella camera del pazzo

ci passo molto tempo,

giochiamo anche a carte

senza numeri e senza semi.

La camera del pazzo

può essere anche tua,

basta chiedere alla luna

se domani può tornare.

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Profilo Autore: Enry  

Questo autore ha pubblicato 15 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quando nasce la paura 
e l'aria si raccoglie, 
tremolio di pioggia invade,
suon di cigno spira

[S'innalza il respir sul monte]
E argento e ambra 
muove i passi il pastore 
a terra e mar ignoto

Fior maligno
abusa della mia mente, 
distruggimi
e donami 

-Canta, pastore! 
 Non vegliar la luna 
 che ora gli occhi dal ner
 ti mangiano-

Al nulla

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Profilo Autore: Alessio  

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Ho avuto uno choc perdendo scioccamente uno cheque e così, inconsciamente, in preda all'angoscia, con una sciabola di uno shogun, ho tagliato una sciarpa di uno scienziato di Sciaffusa, piuttosto sciatto, vestito con degli shorts in shantung molto chic mentre, su una TV Sharp, guardava il sequel del film Sciuscià, pedalando su una cyclette con cambio Shimano, dopo aver subito uno shipping su Shopping-on-line.
Forse era meglio bere uno speciale sciroppo sceccherato di uno sciamano di Sciacca e ascoltare all'asciutto lo sciabordio di uno sciabecco siriano che fare uno shampo ad un sciammannato chauffeur sciupafemmine durante uno sciopero selvaggio al museo della scienza di Chamonix, scimmiottando una scena del film Shining, con un vestito da Charlot , una vera sciccheria ! comprato in uno show-room, dopo aver mangiato sashimi in un sushi-bar di Shanghai e, tanto per scialare, pagare il tutto con scellini e bottiglie di Sciacchetrà ... che sciocchezze... però... comunque.. chapeau !!
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Luna non dirmi

che non vuoi farmi compagnia

perché te ne devi andare.
L’alba è lontana. .

Contiamo insieme le stelle

io conto solo le più belle

fino all’alba

e andrai via.


Se sembra sciocca questa mia fantasia ...
Luna, solo per tenerti vicina

dò sfogo alla malinconia.

Non so dire paroloni, ma con te voglio parlare.

Voglio con te ancora restare.

Voglio tenerti per mano e insieme danzare

fino all’alba e sperare.

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Profilo Autore: silvana1  

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Non avevo mai visto una fata,
fino a ieri.
Da bambino me l’ero immaginata,
come tanti,
un po’ sul genere della turchina.
Niente male
l’assolo di bacchetta sulle dita,
occhi verdi.

Al primo nodo di cravatta azzurra,
diciottenne,
nel corpo d’un amore la cercai
e nell’anima.
Poi, quando la denudai al sole,
piano piano,
guardai solo una ragazza bella,
punto e basta.

Non avevo mai visto una fata,
fino a ieri
quando, il mare ed io incavolati,
(lui mi somiglia un po’)
in un tramonto forse d’altri tempi,
lei arrivò.

Se ne usciva stanca e a testa china
dalle onde :

“In questa sacca per te ho raccolto,
con fatica,
tutti i sogni che ancora devi fare,
proprio tutti.
Li ho disincagliati dai coralli,
uno ad uno,
per sottrarli ad orrendi pescecani
Dimmi grazie.
Adesso dammi la colonia antica,
per favore,
e dopo il caldo bagno e un bacio,
uno solo,
mi vedrai sparire in compagnia
del sole.
Non piangerai in questa notte tua,
l’alba verrà.”


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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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“Per essere migliore basta poco!
Ti prego sposta questa nube nera,
accendi qualche indolente stella,
prova a sfogliar la notte come fiaba,
inspira l’aria del migliore agosto,
cuci un tappeto per salirci sopra
e vola, sul mare tuo di sempre, vola.
Da lì prova a guardarmi fino all’alba,
ti accorgerai di quanto sono bella.
E non addormentarti, non lo fare
se non soltanto e solo per sognare.”

“E tutto questo tu lo chiami poco?
Dai l’impressione d’essere ubriaca.”

“Tu hai la luce della fantasia
ed è qualcosa che a me manca.
Son solitudine di sabbia e roccia,
perennemente al sol subordinata
perché mi illuda di brillare un po’.
Non lo scordare, tu hai la fantasia
ma è da tempo che è opacizzata.”


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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Se volete che smetta di piangere
costruite per me un aquilone azzurro.
Portatemi sulla spiaggia dei segreti
in una giornata d’agosto inoltrato,
nell’ora del meriggio o, meglio, all’imbrunire
quando il vento di mare si sente senza farti male.

Già sento mugugni, c’è chi mi sgrida:
“Ecco, ci risiamo, i soliti capricci…”

Allora, posso chiedervi qualcosa
che vi impegni senza neanche uscir di casa.
Trovatemi la chiave che ho smarrito
nel mio girovagar per queste stanze,
la chiave del cassetto terzo a destra
della dispensa che marcisce giù in cantina.



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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Le tue mani aride di austro vivere
stringono pulsanti il filo spinato.

Rilasci l'afflato sospiro
giu' verso questa valle,
in cerca di risposta
alla solitudine inclemente.

inclemente come prati secchi
inclemente come viti scarne
di cavi metallici.

Quante volte ancora salirai
questa seviziente collina?

Forse guarirai il lacero cuore
con il succo del limone
acido e pungente,
mentre sbiadito invecchia
il tuo nero velo.
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Profilo Autore: P. Kito  

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