L’alveare che hai costruito, fitto come la foresta
ferma il volare della polvere sporca di questo girotondo
che di dolcezza vorrebbe bere
di giallo avrebbe il sogno
e di ali il bisogno
Viaggiando fra frutti e fiori, raccogli i complimenti
di amici e conoscenti, salvati dal tuo operare
che dolcemente solleva, un recondito pettegolare
Pollini allergici come flutti, posano nei nostri respiri
sui nostri cuori
come coltre di cioccolato sul dolce amato
che il tuo garbato ronzio
ha reso più mio
Con elegante vibrare
entri nelle aperture senza ora, per farne una dimora
per passarci qualche momento
e placare il diurno fermento
L’oro leggero sulle pareti, ormai saldo e certo
impreziosisce quanto è cresciuto dentro
questo sentimento
Sento ormai da tempo, il tuo spensierato esistere
nei miei momenti
nell’alveare fitto dove mi hai ospitato
dove mi hai saputo curare
senza chiedere perché non so volare
ferma il volare della polvere sporca di questo girotondo
che di dolcezza vorrebbe bere
di giallo avrebbe il sogno
e di ali il bisogno
Viaggiando fra frutti e fiori, raccogli i complimenti
di amici e conoscenti, salvati dal tuo operare
che dolcemente solleva, un recondito pettegolare
Pollini allergici come flutti, posano nei nostri respiri
sui nostri cuori
come coltre di cioccolato sul dolce amato
che il tuo garbato ronzio
ha reso più mio
Con elegante vibrare
entri nelle aperture senza ora, per farne una dimora
per passarci qualche momento
e placare il diurno fermento
L’oro leggero sulle pareti, ormai saldo e certo
impreziosisce quanto è cresciuto dentro
questo sentimento
Sento ormai da tempo, il tuo spensierato esistere
nei miei momenti
nell’alveare fitto dove mi hai ospitato
dove mi hai saputo curare
senza chiedere perché non so volare

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