Odo suoni di corde tedesche,
nell'aria come un profumo di pesche,
il suo mento perpendicolare allo strumento,
i suoi piedi non toccano ancora il pavimento.

I primi tasti comincia a pigiare,
la melodia nella casa inizia a riecheggiare,
fa attenzione alla diteggiatura,
come chi mescola una tintura.

Il suo occhio viaggia veloce,
solfeggiando fa il segno della croce,
d'improvviso una nota stonata,
la sua faccia non appare più immacolata.

Le sue ciglia si fanno tenebrose,
meno eleganti son ora le sue pose,
torna indietro e ripete ancora,
è passata quasi un'ora.

Finalmente tutto fila,
di imprecazione centomila,
ora si alza allegra e soddisfatta,
sapendo di non aver fatto malefatta.

Va via e non mi lascia neanche un dito,
e io rimango solo con il suo spartito!
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Ti porterò a cena sulla Luna

e prenoterò un tavolo 

a lume di stella,

starò con te tutti i giorni 

e giocheremo insieme

al gioco della vita

senza prenderla sul serio,

ti allenerò ad essere migliore

di me ad inseguire i sogni

a fermarli a farli tuoi,

ti asciugherò le lacrime

per le cose che non vale la pena
piangere e ti abbraccerò 

le notti che portano al mattino,

per ricominciare tutto

ancora una volta...

E poi deciderai tu...

Quando il mio viso stanco

non conterà più niente...

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Profilo Autore: Mark  

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Rimbocco candidamente  la coperta

all’idea che rimarrai sempre piccino,

mentre  posi la mano tra l'arcobaleno

e la resa dolce di una favola che resta

aperta e plana in quel tuo aeroplanino

di carta colorato di pastelli

che sfumano ai miei occhi.

Resti lì ad aprirmi lentamente porte

dove si susseguono impressioni, sulle frange

che ti solleticano il nasino come caldi fiocchi.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

Questo autore ha pubblicato 556 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Son Febbraio birichino,
di tutti i mesi il più piccino.
Son basso e maldestro:
porto freddo nel canestro.
È pur vero che se m'ingrugna,
faccio un poco la carogna;
ma so anche esser caro
e di carezze poco avaro.
Si, di me si parla male,
ma vi porto il carnevale.
Sarò pure un po' sgarbato,
ma ho il cuore innamorato.
Con Cupido il tenerone
e Valentino il romanticone:
schiocco dardi e frecce
e vi faccio anche carezze.
Se ho la faccia buia e scura
tu non devi aver paura;
nel calendario resto poco:
ci sto un po' e poi trasloco.
E poi...se ci pensate,
son già più lunghe le giornate.
Sono un po' freddo d'aspetto,
pure a malincuor lo ammetto;
si però...se ci pensate...
fra tre mesi è già estate.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 159 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
I pargoli per le strade
 Per i vicoli
  In piazza
   Ai giardini
Sol per veder
Una palla che rimbalza
 Ancora, ancora,
  Ancora e ancora
E non finisce mai
    Tra i piè lor
Di tonfar per terra
E di volar nelle nuvole
 Basse, ai palazzi
  Alti, sin a piano terra
Per quella bella
Gioventù che,
Eccitata,
Va a vedere
Una palla che rimbalza
   Ai giardini
  In piazza
 Per i vicoli
Per le strade.
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Profilo Autore: Carboluka  

Questo autore ha pubblicato 27 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La mia bambina è andata via, 
in un posto dove le 
granate non ci sono più. 

Ha visto deserti ed oasi, 
ma non si è fermata, 
ha attraversato il mare, 
senza voltarsi indietro. 

Adesso sta su una nuvola
ed abbraccia il cielo. 

Io solo son rimasto 
in questo inferno umano, 
a volte bevo per dimenticare, 
ma la guerra chiama, 
devo andare...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli*   Sostenitrice del Club Poetico dal 08-02-2021

Questo autore ha pubblicato 260 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Valica ogni sconcertato destino
ogni umana bruttura
la dignità dei bambini

composti, come s'addice
al DIVINO
subiscono della guerra gli orrori
e le malattie, con timida paura
di gattini sollevati da terra

occhi grandi, di perché spalancati
come gli angeli e i San Giovannini
dell'ARTE
stupiti interrogano gli interlocutori.

Abitano il bene sempre, rassegnati
mai tristemente a ciò che non si dice,
la MORTE
i suoi preludici fetori
angherie soprusi abbandoni.

Della VITA
entusiasti solerti,
promotori inconsapevoli di pace
dimorano l'AMORE sempre,
ne sono testimoni.

Sui misteri più grandi son usci aperti.
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Profilo Autore: Carla Vercelli  

Questo autore ha pubblicato 41 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ho ascoltato bisbigliare mio figlio e il suo

amichetto mentre facevano merenda, lui

“Io ho un supereroe che torna sempre da me”.

Il piccolo Luca -E ha il mantello?-

“Qualche volta metto la sua giacca

e volo, ma mi va larga… quando non c’è”.

-E ti vuole bene?-

Si, mi aiuta dal primo giorno che sono nato”.

-Ti credo solo se adesso apparirà-.

“È vero, lui ama me e io lui”.

-Davvero, e come si chiama?-

“Ha un nome, ma io lo chiamo papà”.

Quando Luca e la sua mamma sono rientrati

a casa ho spiegato a mio figlio che cerco

solo di esserci per lui, mentre con le manine

si copriva il viso per non lasciarsi risciacquare.

“Ci vorrei dormire nelle tue manone”, e mi  

ha sorriso col nasino di sapone tra le bollicine.
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Profilo Autore: MastroPoeta  

Questo autore ha pubblicato 556 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Lo zaino sulle piccole spalle

a pochi centimetri da terra

è strano quanto somigli

alla cartella sullo scaffale

tra scatole e i ricordi

della cantina… che oggi

m’accompagna viva nei pensieri.

Mi stringi e con la mano piccina

saluti il primo giorno di scuola.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

Questo autore ha pubblicato 556 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Lentamente si allontana
con la sua valigia in mano
e a me resta questo vuoto
del suo letto di fianco al mio.

Se ne va un altro amico,
ed io resto ancora qua.
Forse sono brutta, forse...
non merito una famiglia.

I più piccoli sono i preferiti,
a me dicono che sono grande.
Però anch'io voglio andar via.
Voglio anch'io un albero di Natale.

Voglio un letto che non sia di ferro,
scarpe e vestiti nuovi da indossare,
qualcuno che mi aiuti a vestire
come faceva la mia mamma.

Lo so che lei, ora, non c'è più.
È andata via col mio papà.
Volevo andar via insieme a loro,
ma nessuno mi dice dove sono.

Ogni notte, prima di dormire,
li penso e parlo con una foto,
la guardo e piango, come sempre,
poi mi giro e mi addormento.

Ogni mattina... quella campana.
Ogni mattina... questa divisa.
Ogni mattina... va via qualcuno.
Ogni mattina... resto sempre qua!

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Sei cresciuto nella pancia

della mamma, e dentro il mio cuore.

Ho interrato una betulla laddove

chiunque altro avrebbe timore

ad attecchire le radici, coperto

di stoppia la terra e cercato

di ripararla dal freddo, e lei

in segreto accostandosi mi ha parlato

direttamente nell'anima.

“Nessuno potrà costringerti a cambiare pelle,

e nessuno ha il diritto di metterti i piedi in testa.

Tranne tuo figlio nel provare a toccare le stelle.

Un figlio ha la sbalorditiva abilità di mancarti,

farti sorridere, intenerirti, e farti infuriare.

Un uomo è veramente ricco quando rincasando

a mani vuote riceve l’abbraccio di suo figlio”.

Sogno di vederti un giorno arrampicare

su quella betulla.

Avevo la mano della forma giusta per contenere

la tue, e riscaldarle.

Adesso sei cresciuto,

e le mie mani hai imparato ad ascoltarle.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Piccola sola

Dolce bimba

La vita ti ha squarciato l’anima

Ti senti sola e disperata

Con l’unica tua scarpetta rossa

Attaccata al tuo piede

L’altra non si sa dov’è sparita

Forse la bomba che è esplosa l’ha fatta volare via

Fumo nero sale agli occhi

Lucida la strada

Idranti e pioggie di schegge

Tu lacera e sporca

Il tuo visetto color caffelatte

Due occhioni blu e profondi

Piangi ora

Le tue ferite sembrano superficiali

Nella carne

Ma l’anima è straziata da tanto dolore

Vite disperse

Quella notte infame

Sola e perduta

Ora che farai

Timidamente qualcuno si accosta a te

Ti solleva

Vedi...

Ali grandi 

Occhi lucenti

Il tuo angelo è venuto in tuo soccorso

Ti sta portando in salvo

Ora non piangi più

Dolce anima

Perchè sei fra le sue braccia

E senti tutto l’amore del mondo

Che ti ha 

Uccisa 

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Profilo Autore: Maria Cristina Manfrè  

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È seduta su una sediolina azzurra...
indossa un vestitino rosso,
mi guarda con due occhi da perdersi
e penso che ha l'età di mia figlia.
In una fragile bolla di sapone parliamo,
mi racconta del sapore delle caramelle,
del suo mondo colorato di bambina
e mi sciolgo al sorriso che si apre sul suo viso.

Vorrei rimanere lì, non pensare ad altro.
Togliere gli aghi dalle vene,
strappare le mascherine dalla bocca
e scartare regali sotto l'albero di natale
ascoltando storie di eroi e principesse.

Ma non ci riesco...e mi chiedo dov'è.
Dov'è questo dio che predica a suon di versetti,
che vive e regna e spacca montagne,
che si innalza e giudica e tuona,
che tutto sa...tranne il sapore delle caramelle.
Poi lei mi guarda, comprende e mi sorride ancora
anestetizzando una rabbia che non trova pace...
Perché non capisco, proprio non capisco.
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Profilo Autore: Walter  

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Cala la sera

sul fico e sull’olmo,

tolta la cinta calano

le braghe del nonno.

Scese le braghe,

ruzzola il nonno

che voleva spaurire quella

peste intanata sotto l’olmo.

Scende la sera sul fico,

e su Serafino dietro l’olmo

che guarda scendere il sole

verso il fienile sul colmo

con la bocca aperta.

Così accanto a lui il nonno.

Scemata la marachella,

come la sera dietro il colmo

cadono come fichi in una

grassa risata dinanzi all’olmo.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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L’orsacchiotto balla

con il soldatino,

e lo stegosauro

si riposa sopra il comodino.

Sul cavallo a dondolo siede

la scimmietta col cappellino,

come siedono i sogni

sul tuo cuscino.

Chiude gli occhi il robot

sul camioncino.

Ora dorme anche il mio

tesoro nel suo lettino.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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