Sulla strada giocavo e lì m'incontravo
con lo schiamazzo di tanti bambini.
Sì, sulla strada di fango cosparsa
e di pietre, di grida che toccavano i fiori,
lassù, dai verdi veroni pendenti,
che di profumo impregnavano l'aere.
Si facevan castelli di sabbia,
il nascondino era anch'esso un bel gioco,
la palla era solo di pezza,
il giuoco era tutto inventato.
Sulla strada si udivan le ninne
e le mamme che cullavano i bimbi.
Il cielo era limpido e bello.
La sera ritornava il villano
a cavallo del suo mulo, cantando,
o a piedi per limitare la soma
all'animale suo amico fedele.
Oggi porta la strada la morte,
lì i bimbi non vanno più a frotte,
è mutato il viver del giorno
e la notte non invita più al sonno.
Oggi naufragano i sogni d'un dì,
di nostalgia il mio calice è colmo
e con tristezza io lo vuoto d'un fiato.

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ai bambini serve una libertà creativa
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