Luce di luna
di luna in luna, le prendo ad una ad una
le guardo in trasparenza e in filigrana
per luminarmi di lumine di luna:
di luminio lunare mi luneggio
ad ogni lumen lunae dico amen
perchè ogni lume ha pelle di luna:
e pelle di luna ha la mia amica luna
che in lunazioni e viatico lunatico
ha la bocca come mezza luna
e il sapore di luna sulle labbra:
luna di maggio sette lune omaggia
l'ululato del lupo verso la sua luna
in luminosa linea che illumina
il lumicio di un'anima di luna:
(un sonetto capovolto)
Cantilena della luna
Lemme lenta luna
e fioca lente
lusca e busca lunula
al crepuscolo:
lucìna ai lìmini
e limòsina di luna
lembo di caelo
e lungilucente lume:
lemma e dilemma
e lunense lallum
lumen animi
liscio come allume:
languide et leviter
a cantilena il cantus
come una lucciola
è la lusoria luna:
Chiacchierata con la luna
Me le chiacchiero in versi le mie preghiere con te
amica luna, e le suppliche che giornalmente ignori:
sono solo parole, messe sulla tua pietra pura:
ma tu prisca philosopha, tu nuncius sidereus, tu muta voce:
tu,della notte il limite che il giorno deve dissipare,
rifiuti i fiori curvi del mio alfabeto crudo
e proprio tu, amica, che mi sei bocca ed inguine,
etimologia ed emblema, capitolo di storia e atlante:
tu, che mi scuoi l'anima, mi lasci all'ossessione dei monologhi
al mono-mondo di un ocraceo occiduo oceano:
linciami allora, coi tuoi clavicembali, con le tue torture
con i tuoi riti e emblemi, col freddo e le vocali che non hanno suono:
sprofondami e risorgimi, dentro, con la tua struttura,
con le bombe del mondo: io sono qui, dietro il tuo sipario:
di luna in luna, le prendo ad una ad una
le guardo in trasparenza e in filigrana
per luminarmi di lumine di luna:
di luminio lunare mi luneggio
ad ogni lumen lunae dico amen
perchè ogni lume ha pelle di luna:
e pelle di luna ha la mia amica luna
che in lunazioni e viatico lunatico
ha la bocca come mezza luna
e il sapore di luna sulle labbra:
luna di maggio sette lune omaggia
l'ululato del lupo verso la sua luna
in luminosa linea che illumina
il lumicio di un'anima di luna:
(un sonetto capovolto)
Cantilena della luna
Lemme lenta luna
e fioca lente
lusca e busca lunula
al crepuscolo:
lucìna ai lìmini
e limòsina di luna
lembo di caelo
e lungilucente lume:
lemma e dilemma
e lunense lallum
lumen animi
liscio come allume:
languide et leviter
a cantilena il cantus
come una lucciola
è la lusoria luna:
Chiacchierata con la luna
Me le chiacchiero in versi le mie preghiere con te
amica luna, e le suppliche che giornalmente ignori:
sono solo parole, messe sulla tua pietra pura:
ma tu prisca philosopha, tu nuncius sidereus, tu muta voce:
tu,della notte il limite che il giorno deve dissipare,
rifiuti i fiori curvi del mio alfabeto crudo
e proprio tu, amica, che mi sei bocca ed inguine,
etimologia ed emblema, capitolo di storia e atlante:
tu, che mi scuoi l'anima, mi lasci all'ossessione dei monologhi
al mono-mondo di un ocraceo occiduo oceano:
linciami allora, coi tuoi clavicembali, con le tue torture
con i tuoi riti e emblemi, col freddo e le vocali che non hanno suono:
sprofondami e risorgimi, dentro, con la tua struttura,
con le bombe del mondo: io sono qui, dietro il tuo sipario:

Commenti
"Per scrivere un verso bisogna vedere molte città, uomini e cose, bisogna conoscere gli animali, bisogna capire il volo degli uccelli e comprendere il gesto con cui i piccoli fiori si aprono al mattino. Bisogna saper ripensare a itinerari in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e congedi previsti da tempo, a giorni dell'infanzia ancora indecifrati, ai genitori che eravamo costretti a ferire quando portavano una gioia e non la comprendevamo, a malattie infantili che cominciavano in modo così strano con tante profonde e grevi trasformazioni, a giorni in stanze silenziose e raccolte e a mattine sul mare, al mare soprattutto, a mari, a notti di viaggio che passavano con un alto fruscio e volavano assieme alle stelle - e ancora non è sufficiente poter pensare a tutto questo. Bisogna avere ricordi di molte notti d'amore, nessuna uguale all'altra, di grida di partorienti e di lievi, bianche puerpere addormentate che si rimarginano. Ma bisogna anche essere stati accanto ad agonizzanti, bisogna essere rimasti seduti vicino ai morti nella stanza con la finestra aperta e i rumori intermittenti. Bisogna saperli dimenticare, quando sono troppi, e avere la grande pazienza di attendere che ritornino. Perchè i ricordi in sè ancora non 'sono'. Solo quando diventano sangue in noi, sguardo e gesto, anonimi e non più distinguibili da noi stessi, soltanto allora può accadere che in un momento eccezionale si levi dal loro centro e sgorghi la prima parola di un verso" [da i Quaderni di Malte L. Brigge].
Rainer Maria Rilke.