scrivo, ancora, a quest'ora, dunque sono:
l'inganno afono delle piacevoli idiozie, l'oro pallido della mente, lo smalto
bianco, l'indecenza del bronzo:
sono il rovescio di ciò che è logorato, rigirato: lamento e incantazione:
sono Bloom, il soave e grigio Bloom: mi sento, solo, così,solo Bloom,
quando uscì a comprare del rognone, fra le otto e le nove del mattino:
mi sento anche, un poco, un lomento secco, rotto, aperto negli acheni:
mi sento così, oggi, così, solo, come Bloom ai funerali dell'alcolizzato:
un poco canto, da presso: schizzo illeggibile, da lungi: insomma,
un Bloom con le petecchie, gonfiori e disturbi della pelle: rash, prurito,
bolle, lividi, ematomi, insolito sanguinamento, ecchimosi sottopelle:
Bloom non ha trovato Tiresia, solo mangiatori di loto e di parole:
già, alle quattro e mezza del mattino:
                                                             mi libererò mai dal quotidiano, 

dalle mie idiozie quotidiane?
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Profilo Autore: Salvatore Fittipaldi  

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Commenti  

Sabina
+1 # Sabina 23-03-2015 17:45
Una scrittura che anela a spiegare con tanti due punti: a me è piaciuta tanto.
pierrot
+1 # pierrot 23-03-2015 18:54
un pochino se la tira Bloom (non la scrittura), se la stropiccia tra i brufoli ...
ma la solitudine desolata in quel funerale dimostra che non servono enfasi per portare un lettore dove si vuole
grazie
Salvatore Fittipaldi
+1 # Salvatore Fittipaldi 23-03-2015 19:52
brufoli? bisogna provare ad assumere antiaggreganti piastrinici , ininterrottamente, per 11 anni, per capire i "brufoli"....la poesia è un pò una sorta di "naufragio poetico"( se di poesia si può parlare), nella pozzanghera della propria quotidianità !
pierrot
+1 # pierrot 23-03-2015 20:26
il motivo è molto forte, in questo è nel profondo centrale. La poesia inizia dalla descrizione, nelle prime tre righe bellissime, e finisce con una richiesta di liberazione. Bloom sente talmente tanto che non può essere un perdente
Chapeau

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