Julian, ti fan sentire disperato
con quello straccio di alabastro
e quel cappello esagerato

Julian, star seduti qui per terra
è misurare la distanza in giorni
e giocarsi una rivoluzione a morra


E' quasi tutto fermo come l'afa
e per chi non ha voglia di guardare
son lenti anche i dettagli

come se avessero nascosto una stufa
o il collo di quel vecchio con l'aquila imperiale
che fa ciondolare sopra tutti gli sbadigli

Julian, adesso sai cos'è una sirena
Qualcuno ha lasciato scritto che suonasse a festa
Eppure l'han mandato a letto senza cena

o con un piatto che l'addormentasse
Sapessi cosa c'è adesso dentro queste fiale
mi han detto tutti un fluido trasparente

ma dentro c'è rimasta quell'aria che fa male
ovvero l'aria che è sinonimo di niente

Julian, allora non ti meravigliare
se i più pericolosi ora battono i tamburi
sopra quelle scale da ristrutturare
e sopra quelle scritte imbrattate con i muri

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

Anna Cappella
+1 # Anna Cappella 21-07-2015 05:10
Molto bella!!
Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 21-07-2015 08:35
Un toccante quanto profondo verseggio elaborato diligentemente. .. Lieta giornata
Rita Stanzione*
+1 # Rita Stanzione* 22-07-2015 09:59
Toccante, sì. Bello stile, bravissimo!

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