Oh! mio pianto,
La mia vita, nulla dell' infinito
Tu, che al viso mio sfuggivi
sulle dure ghiaie dell’ irto colle
ombreggi.
della tua intonata solitudine,
rimembri,
tra l’ ulivo e la roccia
un’ implacabile destino che brucia
un bene d’ offerto e mancato.
E tu, tiepida innocenza,
che corri spensierata e gaia,
di Te, il mio pianto corre,
rimpiange e annega nell’ aère
che a poco a poco s’ imbruna
e poi tace.
La mia vita, nulla dell' infinito
non ode più richiami d’ amore,
silente tra silenti pensieri
mmobile. esterrefatta si chiude.
rintocca tintinnii di misera sorte.
E un sospiro or toglie all'animo l'amore
che di mio,
copriva cieli d’ oltre confine
e un canto come d’ antico
su quei sassi di cento storie
sibila,
in un’ eco lontana e poi passa.
Tu, che al viso mio sfuggivi
con l’ eco della valle, col pianto dell’ amore;
solo al mio sogno sorridi,
sperdendo nel viale silenzioso
le brevi parole delle tue rosee labbra.

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