Camminavo
dentro il mio cappottino,
gomiti lisi
e l'orlo
che non arrivava
come quello
degli altri ragazzi
all'altezza dovuta.
Testa bassa
ed occhiali
che la Mutua passava,
spessi e neri,
modesti come
noi allora eravamo.
Avevo rotto giocando
i pantaloni migliori
così fui costretto
ad indossarli ugualmente,
nonostante le toppe
maldestre e quadrate
cucite sopra i ginocchi.
Mi presentai
in questo modo
il primo giorno
di scuola alle Medie.
Mi diedero il nome
di un imperatore romano,
pazzo,
che aveva eletto
un cavallo
come suo senatore.
Quel nomigliolo
non me lo sono
più tolto,
per anni zimbello
della città.
Poi la vita ha avuto
il suo naturale decorso,
perchè tutto
si supera,
con forza d'animo,
maturità
e aiuto degli altri.
Adesso l'anno
mi sembra
non ricordarlo,
forse era
il settantadue.
Certe cose rimangono,
non c'è niente da fare.
dentro il mio cappottino,
gomiti lisi
e l'orlo
che non arrivava
come quello
degli altri ragazzi
all'altezza dovuta.
Testa bassa
ed occhiali
che la Mutua passava,
spessi e neri,
modesti come
noi allora eravamo.
Avevo rotto giocando
i pantaloni migliori
così fui costretto
ad indossarli ugualmente,
nonostante le toppe
maldestre e quadrate
cucite sopra i ginocchi.
Mi presentai
in questo modo
il primo giorno
di scuola alle Medie.
Mi diedero il nome
di un imperatore romano,
pazzo,
che aveva eletto
un cavallo
come suo senatore.
Quel nomigliolo
non me lo sono
più tolto,
per anni zimbello
della città.
Poi la vita ha avuto
il suo naturale decorso,
perchè tutto
si supera,
con forza d'animo,
maturità
e aiuto degli altri.
Adesso l'anno
mi sembra
non ricordarlo,
forse era
il settantadue.
Certe cose rimangono,
non c'è niente da fare.

Commenti
Un abbraccio, ciao Carlo... ^.^