Candida come sei
magia ovunque tu diffondi,
pur il cuor sensibile accarezzi,
lasciando in esso, a volte,
spine di dolore.
Col bianco tuo passaggio
ogni color cancelli alla natura,
bianco persino ciò ch’è nero,
e all’animo gentile
incuti altresì un po’ paura.
L’altra faccia della neve,
e lei, triste donna,
mai più t’amò.
Tra la coltre tua gelida
immaginava lo scricchiolio tuo
sotto le scarpe malridotte,
e la sua anima pareva udire
starnuti, tosse, respiro affannoso,
del suo uomo lassù,
tra i monti russi.
Ti odiava oh neve,
pensar quel corpo, chissà, steso su te,
col viso suo affondato
tra i tuoi fiocchi ormai ghiacciati,
senza aiuto o affetti alcuno.
Ancor più saperlo
versare su te quel sangue
ancora giovane e caldo d’amore,
goccia a goccia,
trasformato dal gran gelo,
in petali di rosa rossa.
L’altra faccia della neve,
bianca, pura, candida,
ma senza caldi colori.
ma senza caldi colori.


Commenti
Belle le immagini e l'interpretazione. Piaciuta!...
Ciao... ^.^