L'uomo dello sciopero si incrocia
due braccia di metalli da scintilla
(oh, le poche parole che mi sono rimaste
non sono
per un nuovo amore)
grida nei megafoni alle stelle inabissate
imbendate di alghe frangiformi,
traslate in cilindri d'universi remoti.
Ma come ho già detto fra me e voi, è qui in basso
che si torna. Mi sarà sembrato un abete bianco di roccia
quell'uomo all'inizio dei vent'anni -
ormai ho risvolti avvezzi
al grigio sporco.

Commenti
Sempre il migliore Alberto
Spesso io mi sono attirata condanne varie per ...contaminarne la poesia...Ma ho ancora una voglia matta di farlo,,.ECCOME!
GRAZIE a TE.