Contorna le sagome, il sole nascente
la fila è lunga, per fortuna
il profumo della mia frutta inebria i cuori
e quest'aria mattutina.
Visi gioviali di persone vere
mi conoscono bene, figlia mia
meritano il mio calore
e un giorno saranno i tuoi occhi
a trasmettere loro armonia.
Cosa può volere un uomo,
più che vedere i suoi fratelli soddisfatti
curo ogni mia arancia e non la spreco,
avvicinatevi, ce n'è per tutti!
Il primo è il pescivendolo Antonino
un brav'uomo che ha perso il figlio,
nu picciriddu di nome Salvatore
torturato e ucciso da un balordo incravattato,
il letale scagnozzo di don Pino Fattore.
Un vecchio grasso e prepotente
che pretendeva i soldi di quel papà fiero
mandava il suo picciotto in pescheria
ma esso tornava indietro senza denaro.
Funziona così, quando il sole cala,
arriva l'uomo nero che la luce rapisce
la fila si infrange, la gente si dilegua
e l'incasso mio nella sua tasca finisce.
Ho paura di perderti figlia mia,
non ho il coraggio di Antonino
per onore e dignità,
quel padre ha sacrificato la vita
del suo bambino.
Voglio vederti crescere
a costo del mio orgoglio
schiacciato sotto una suola
un giorno capirai che questo Cancro è infinito
e la brava gente rimarrà sempre sola.
Una metastasi irruente
per anni ha bloccato lo sviluppo del territorio
da Sud a Nord, il don Fattore di turno
sguinzaglierà sempre il suo emissario.
Non vedo futuro per la tua generazione,
amata figlia mia
questo Tumore affamato
ha strangolato il sociale
e l'economia.

Mi dispiace papà,
con immensa gioia ti devo contraddire
sono adulta adesso
e un fiore di speranza sta per sbocciare.
Dicevi che il futuro della mia generazione
era compromesso
ma il calore che infondevi alla gente l'ho ereditato,
non ho mai smesso.
Sai, come me, tanti volti familiari
si sono trasferiti lontano
con loro non ho perso i contatti,
mi sorreggono
nel Grande Cammino.
Un percorso lungo,
che è iniziato anni fa,
quando ero piccina
non ti ho mai creduto un vigliacco,
ti voglio bene
e ti sono vicina.
Un progetto immenso e profumato,
sta creando questa gente
gli insegnamenti che recavi tu sono presenti,
il Cibo sarà il tema portante.
Le persone del mondo si uniranno,
presentando le specialità della propria terra natale
la gente guarderà avanti,
il loro spirito pulsa col cuore all'unisono,
per combattere il male.
Certo, la macchia nera degli uomini in cravatta
ci pervade, come una malattia
ma noi non abbiamo paura
schiacceremo il cancro oscuro
e lo spazzeremo via.
L'ultima cosa ti voglio dire
e poi nell'avventura partire
il popolo si alza e urla forte,
il Cibo li unisce e non li fa morire.
Caro papà, una volta dicesti che col mio sguardo
avrei diffuso armonia
con questo Nuovo Inizio,
i miei occhi splenderanno più del sole,
adesso non è più un'utopia.
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Profilo Autore: jostance  

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Commenti  

rosa dei venti
+2 # rosa dei venti 12-05-2016 12:51
Una poesia che infonde all'anima un emozionante messaggio di coraggiosa speranza, testo ben scritto e musicale, complimenti!
jostance
+2 # jostance 13-05-2016 08:55
grazie mille. buona giornata! ;)

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