
A volte i giorni sono cose smarrite
passano fra dolori o gioie estreme
persi su corsi lastricati e finestre prudenti
che s’aprono in viali di facili memorie.
Dietro una tenda in voile e un vaso d’elicriso
ti scorgo intento al passo breve d’un sorriso
poi basta- un saluto distratto
mi dice che io sono
solo una comparsa di tempo
e non mi compete l’aria che respiri-
Se mi soffermo dietro l’incanto
di quel che tace intorno
ne contemplo i tumulti e non dico oltre
porto lo sguardo su un braccio di lanterna
in questa città che viaggia troppo in fretta
ma non sa governare le sue corse.
Osservo vite ordinarie
e in controluce ne fisso le ascendenze
mi sento parte del tutto- in un raggio di voci
che esprimono destini lontani
mentre respiro gli aromi dei portoni aperti
alimenti che esalano essenze
d’altre vite- esposte come quadri
in muri che non sempre le sostengono.
Dietro un fondo scuro di persiana
posso solo intuire i volti
di due ragazzi innamorati
che si offrono l’eterno senza un rito.
Non vado oltre,
ché l’amore non ama inquisizioni
ma distanze di sicurezza-
Dò l’ultimo sguardo furtivo, infine
alla vita che mi viaggia intorno-
Su una stanza luminosa di sole
eppure con luce accesa
c’è una vecchia signora
che sotto i fondi del caffè
crede d’aver trovato la risposta
alla scomparsa del suo barboncino-
mentre del muro di Berlino
non le è mai importato niente.

Commenti
LIETA GIORNATA, ANITE.
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BELLISSIMO.
E intanto...sei già diventata parte VERA di Noi, qui. BENVENUTA!
Il mio augurio di BUONA VITA!
Vera