La mia morte
tanto sognata e immaginata
reale, vicina
a volte quasi afferrata.
A tratti mi sono persino beffata di lei...
La morte,
la presi per mano.
La guardavo, sorridevo,
appariva disorientata
... un incontro assai strano
nel tentativo di compiere il suo dovere
ma del tutto vano....
Non potè scappar dal suo fardello,
andava e tornava,
le piacevo e
ritornava ancora da me.
Seduta vicino le raccontavo storie vere, favole,
un mondo colorato che immaginavo per lei
un sorriso sul volto provato,
vidi di sfuggita,
ma se le piacque la cosa...mah, non saprei..
Forse oramai era stanca o forse...decise così,
ma la morte una sera mi disse qualcosa..
di fretta, come era arrivata,
veloce se ne andò

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