Si marcia sulle spine
in penombra, si sogna
e sembra aderga infine
lontano dalla gogna
l'alito. Sotto aratro
non geme più la carne.
È sciolto in solco l'atro
grumo - al fondo - per farne
caglio. La terra il seme
in tremito allo strazio
rivolta, ché non teme
freno d'argine. Spazio
dirupa e al vento freme
del grembo il fiore sazio.
in penombra, si sogna
e sembra aderga infine
lontano dalla gogna
l'alito. Sotto aratro
non geme più la carne.
È sciolto in solco l'atro
grumo - al fondo - per farne
caglio. La terra il seme
in tremito allo strazio
rivolta, ché non teme
freno d'argine. Spazio
dirupa e al vento freme
del grembo il fiore sazio.

Commenti
Mi è piaciuto come hai organizzato il testo che quasi non ci si accorge di leggere in rima da come hai saputamente giocato con gli "a capo" che la punteggiatura è usata al minimo.
Ti ho vivisezionato il testo...ma solo perchè mi metto dalla parte dell'autore quando c'è da capire ciò che ci ha parzialmente nascosto. Grazie!
Carla