Degli spigoli vivi
affilati alla vista
pure i cardini privi
della luce che dista
in mollezza di tonfi.
Dalle camere vuote
straziano in echi, gonfi
delle gracili immote
carezze incise ai lati
del buio. Spinge l’ora
a stremarsi, brancati
steli al graffio di bora
dilateremo i fiati
come essenze d’aurora.
(Sonetto in settenari: ABAB, CDCD, EFE, FEF)

Commenti
Un caro saluto Rita, Grace
Comunque mi attira che tu sia passata dalle quartine alle terzine conclusive: come anticonformismo è già apprezzabile
(pensavo di avere cliccato sul brano sbagliato...miau...)
Grazie
Carla
Lo trovo molto interessante, sempre che la poesia, insieme alla tecnica, abbia una sua valenza di contenuto.
Grazie, Carla!
Eccellente!