Dalla cava là fuori della macchina mangiavetro
e della plastica veniva un vago rumore di frana
ancora sfiora appena il mio collo di uomo
e il grumo di piccioni incombente sugli avanzi
che lurido crocchio si disfa e subito si ricompone -
qui dentro si apre fra le mie dita un rosario di foglie
e si apre con esso anche il fiore eterno
quell'unico dal vero aspetto
dalle braccia riempite di sole.

Commenti
Mi è piaciuto molto il contrasto stridente
che hai creato all'interno della prosa.
A presto.
Complimenti sempre
Rita
bellezza lo gratifica, bravo ed immaginifico Albert. Complimenti! Un saluto Grace