Parole sciolte

frastornanti, in attesa

appassite

da tarlo dentro.

Vorresti cospirare con promesse

nascere mattino, affollato

di sogni. Poi suoni perduti

spiovono, sulle guance.

Da porte chiuse,

mura vuote di gesti.

Ma presto, d’urgenza

cambieremo indirizzo.

Saranno piazze

le anime toccate

e non di gelo, cardini.

Di chiavi e dita,

tendini tesi a dare

e altri a stringere.







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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 708 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Michelina*
+1 # Michelina* 03-12-2017 17:32
Parole come vicinanza tra le persone,bella.
Sabyr
+1 # Sabyr 04-12-2017 17:29
Semplicemente molto bella :-)
cordaccia*
+1 # cordaccia* 04-12-2017 21:44
mi piace leggerla come
appello e speranza per i terremotati in attesa di miglior dimora, o come spiraglio d'uscita da una vicissitudine.
Dita-tendini-ca rdini per un gioco di "nervi" e pazienza.

bella.

ciao

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