Parole sciolte
frastornanti, in attesa
appassite
da tarlo dentro.
Vorresti cospirare con promesse
nascere mattino, affollato
di sogni. Poi suoni perduti
spiovono, sulle guance.
Da porte chiuse,
mura vuote di gesti.
Ma presto, d’urgenza
cambieremo indirizzo.
Saranno piazze
le anime toccate
e non di gelo, cardini.
Di chiavi e dita,
tendini tesi a dare
e altri a stringere.

Commenti
appello e speranza per i terremotati in attesa di miglior dimora, o come spiraglio d'uscita da una vicissitudine.
Dita-tendini-cardini per un gioco di "nervi" e pazienza.
bella.
ciao