pioveva e tuonava
già dal mattino
capelli azzeccati alla fronte
allacciai le scarpe
e corsi da te
l’università era vuota
perché io non guardavo nessuno negli occhi
appena lasciati
il giorno dopo
camminai verso te
coi vestiti inzuppati
e per la prima volta
non ti baciai
ero troppo smembrato
per sopportarne il rifiuto
ma è come fosse ieri
ti diedi la mano
e tu l’afferrasti
seguivamo i corsi
e parlavamo d’altro
stavamo uccidendo l’Amore
e non era facile farlo
senza pioggia negli occhi
io volevo sparire ma non potevo
avevi ancora bisogno di me
me lo dicesti con la bocca
e te lo lessi sulle labbra
m'inventai una favola per sopravvivere
la pioggia negli occhi e il vento contrario
i nemici da battere
salvarti
la mia ragione di vita
e continuammo così per mesi
e parlavamo
sempre meno
del nostro amore
della sua fine
e il suo inizio
della sua perfezione
del destino
del precipizio
degli incubi
che mi massacravano
ogni notte
ma tu avevi bisogno di me
e ad ogni stronzata dei professori
mi stringevi più forte la mano
e piangendo:
"trova una soluzione, ti prego
uno spiraglio di luce, trovalo ti prego"
guardai dal finestrone opaco
e mi piovve dentro
"non so che fare,
a Fisciano piove sempre"
mentre la pioggia
esondò dagli occhi
fu l'ultima volta che parlammo d'Amore
quel momento
da quel momento
ne avremmo riparlato solo negli incubi
per sette anni

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