Il poeta mastica la notte come fosse il giorno,
impercettibili son i suoi rumori,
scrive versi illuminati dal lume del cuore.
Si circonda di un’infinità di pensieri
mentre si china su d’un foglio lusinghiero,
per vergare le parole più ardite.
Il buio non gli fa paura, essendo un figlio della luna,
pallida madre dagli occhi di cielo,
padrona incontrastata dei suoi sogni.
Fluttuano nella sua mente i lemmi come note nell’etere,
l’anima è l’antenna con la quale li riceve,
per poi trasformarli in sublimi poesie.

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