E quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei
i miei pensieri,
che più
non
rimbombi nella testa
ad ogni risveglio,
foto d'epoca
impressa a magnesio
e viva carne
E quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei
i miei secondi
una,
dieci,
cento lacrime di sabbia
in una clessidra alla rovescia,
più non sei
quella fiamma ghiacciata
dal dolore,
che il cuore
non
piange, ride,
non dispera
e più non muore di terrore,
Quanto e come
vorrei dirti,
che sfinito e dissanguato,
l'Amore è partito
per il sogno californiano,
lasciandomi accanto la sveglia
una ballata antica,
un pacchetto di Diana
ed un carillon non caricato
Che nella mia ora d'aria
rincorro i miei giorni,
che Lui non ritorna
aguzzino e puntuale,
Boia superiore,
ad ogni tramonto
che il secolo perde,
e non bussa
e non mi sveglia,
e non si ascolta
Quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei i miei sogni,
che più non vivo
da mezzanotte all'alba,
in un mare in cui ancora
ti proteggo dalle onde,
dolce Dulcinea
del mio folle viaggio,
in un cielo senza lacci,
senza croci
Quanto e come
vorrei dirtelo,
dopo un lustro solitario,
senza mentire,
senza che tu non ne sappia nulla,
Quanto e come vorrei dirti
che più non sei mia gemella,
anima nell'anima,
senza che il viso tradisca
un rossore,
bastardo rilevatore d'emozione
e come non vorrei dirti, invece,
alla fioca luce di una luna scriba
che t'amo,
che un motivo per non farlo,
dopo i consigli,
dopo questi anni,
ancora non trovo,
che dopo un lustro solitario,
il mio canto è ancora intatto,
e come non vorrei dirti
che il tempo è un buon Michelangelo,
che ti sta scolpendo biglia perfetta,
ancora più bella di quel che ricordo,
ancora più inafferrabile,
ora,
che ci penso
vorrei dirti,
che più non sei
i miei pensieri,
che più
non
rimbombi nella testa
ad ogni risveglio,
foto d'epoca
impressa a magnesio
e viva carne
E quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei
i miei secondi
una,
dieci,
cento lacrime di sabbia
in una clessidra alla rovescia,
più non sei
quella fiamma ghiacciata
dal dolore,
che il cuore
non
piange, ride,
non dispera
e più non muore di terrore,
Quanto e come
vorrei dirti,
che sfinito e dissanguato,
l'Amore è partito
per il sogno californiano,
lasciandomi accanto la sveglia
una ballata antica,
un pacchetto di Diana
ed un carillon non caricato
Che nella mia ora d'aria
rincorro i miei giorni,
che Lui non ritorna
aguzzino e puntuale,
Boia superiore,
ad ogni tramonto
che il secolo perde,
e non bussa
e non mi sveglia,
e non si ascolta
Quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei i miei sogni,
che più non vivo
da mezzanotte all'alba,
in un mare in cui ancora
ti proteggo dalle onde,
dolce Dulcinea
del mio folle viaggio,
in un cielo senza lacci,
senza croci
Quanto e come
vorrei dirtelo,
dopo un lustro solitario,
senza mentire,
senza che tu non ne sappia nulla,
Quanto e come vorrei dirti
che più non sei mia gemella,
anima nell'anima,
senza che il viso tradisca
un rossore,
bastardo rilevatore d'emozione
e come non vorrei dirti, invece,
alla fioca luce di una luna scriba
che t'amo,
che un motivo per non farlo,
dopo i consigli,
dopo questi anni,
ancora non trovo,
che dopo un lustro solitario,
il mio canto è ancora intatto,
e come non vorrei dirti
che il tempo è un buon Michelangelo,
che ti sta scolpendo biglia perfetta,
ancora più bella di quel che ricordo,
ancora più inafferrabile,
ora,
che ci penso
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