Non ci sono più stelle
stasera che piove
tutte all'asciutto dell'unico fiato
possibile tra filari di ricordi:
pressate trame di canapa
in un corpo a corpo di macerati futuri
e maschio equilibrio.
Non datemi stelle
stasera che sbuca
questo buio dal guanto notturno
additando una rosa di sole
alla spina che pretende il suo gambo:
opaco tatuaggio fiorito
sulla schiena inarcata
di un invernale volteggio di donna.
Non ci sono più stelle
stanotte che piove
su una sciarpa di perdono
che avvolge assenze infeconde...
stasera che le bocche dell'insonnia
baciano altre ebbre nostalgie
di basia mille deinde centum
intonati all'arpeggio di due corpi
in credito di un'alba cui si arriva dalla notte.
Non datemi stelle
stanotte che ho visto
Sirio schiantarsi in questo verso
e poi fuggire in un esilio di luce
tra i fari casuali della vità di città...
stasera che levigati sogni
d'una volta in più d'amore
danzano un vortice di tango
con la coscienza di un tempo
che calza giorni
striscianti come scarpe
mai staccate da terra.