
Ogni parola tua
torna silenzio
come un’ombra senza dio
siede alla destra di un pensiero
Credevo fossi tu
la corda che tendeva il cielo
ai cercatori di coralli, stretta
alle radici dell’albero del pane
M’innamoravano
le briciole d’autunno
cadute morbide
sui legni della sera
L’attesa
ti avrebbe piovuto
sugli spazi infiniti della mia
tenerezza
Fu la sete a bagnare la terra
e ancora più a fondo
Tra conchiglie e solitudine -dove sei rimasto appeso-
L’amore
sarebbe cresciuto
dove vita germoglia e
vendemmia l’inverno
La tua ultima parola
cadde
silenziosa dall’orlo del vestito
e ancora porgo le labbra alla goccia
che disseta
e mi scava profonda
Come un calco sulla neve
-espone al vento-
la mia anima zoppa.

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