Nel limbo d’aurora sospesi,

gli occhi ancora chiusi

nel buio della notte.

L’alba incalza e la notte scolora.

Ricordi cangianti e pensieri di miele

come bagliori lontani,

echi quasi sopiti.

E’ dell’amaro fiele di pane bruciato

incisa la carne e il cuore.

A stento a galla in quel mare d’aurora,

che non è luce e non è buio.

Simulata serenità

d’anima impaurita.

L’aurora cede sempre il passo all’alba

e non c’è notte

che non sfoci in nuovo giorno

nell’attimo in cui aperti saranno

gli occhi del cuore.

 

Ghiaccio 5 settembre 2011

 

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