Acre l’odore di tempo che fu,
volato fra fronde di alberi,
abeti e oleandri al sole.
Arroccamento di casupole rivolte al cielo,
bisbigli, suoni e profumi d’amicizia,
parentela, umiltà divider gioie e dolori.
Padre stanco sul gradino a sostar la sera,
narrar vecchie storie e tutti ad ascoltare,
chiacchierio di zii, cugini, amici all’ombra di quei Gelsi.
Serenità da quel Monticchio,
ancor oggi vivo agli occhi e cuore.
La radio a cantar una vecchia canzone
” Erano tre sorelle Cecilia la più bella”
Ricordi ad emerger vivi.
Bimba a correr nei prati e raccoglier margherite,
fossati a bagnar piedi,
ed ascoltar il gracidar delle ranocchie,
giocare a campana su strada e,
a bottoni nei vecchi vicoli.
Odo la voce di mia madre a chiamar per la cena.
Nonno il cappello, seduto al sole.
Lumini accesi nelle sere di giugno,
lucciole ad illuminar sogni,
cicale a cantare nel grano,
fiordalisi, papaveri che festa !
Ascensione una candela accesa nella notte
ad augurar un buon raccolto.
Vocii oltre le fronde delle acacie,
giochi e correre per boschi,
ciclamini,viole a deporli a Nostro Signore.
Or tace la silente vita,
sol ricordi ad allietar mente,
pensiero suono d’armonica,
musica estesa nello spazio,
ombre e luci in fantasmi e trasparenze
nel cuor vivranno:sempre!
