Figlio di una terra ingrata
che aliena i suoi poeti,
cantori di libertà.

Prigioniero di un verde paradiso,
la tua musa ti parlò
dal verde degli alberi
dal sussurro dei rivi.

Ti parlò col triste richiamo dell’upupa
quando tristi erano i tuoi versi.

Dal vetro ingiallito del confino
scorgevi un sole malato di nostalgia.

Nella incerta luce di quei giorni
nasceva il fiore poetico
che ti fece immortale.
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Profilo Autore: Vittorio  

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Commenti  

Simone*
+1 # Simone* 27-09-2018 00:51
bellissimi versi... per essere poesia il più delle volte deve vivere in contrasto con il momento che si vive. da qui la forza che il tempo custodisce.. il. mio apprezzamento. e un saluto naturalmente è solo il mio pensiero
Vittorio
+1 # Vittorio 27-09-2018 10:38
Grazie Simone. Penso che la poesia del passato sia il massimo della fioritura di questa magica pianta, Leopardi, Pushkin e molti altri ne sono i
giardinieri illuminati.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 27-09-2018 17:05
Mi sono illuminata pure io con questi bellissimi versi, bravo.

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