Primo Pensiero dal sonno mi desti,
trovando il mio corpo già teso all’idea.
Ritorna ogni notte,
nell’onirico spasmo,
l’anso sfinito per la tua voglia.
Non piante dagli occhi,
fradice lacrime, il desiderio mi sparge,
caldi rimpianti, per gli umori perduti.
Invano dispero dall’alleviarti il dolore,
nel modo animale di leccarti la piaga.
E tu gentile creatura,
conscia del male,
la mia rovente pena tutta tua hai voluto.
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