Ancora un po' del tempo
prigione la paura
e maledetto si presenta 
al cospetto della luna

dell'ossesso sono il principe
forcipe della iattura
e chi mi fugge alle spalle invano
stuola di servi
l'amara figura

proni al supplizio

nelle mie convinzioni
di chi in fondo obbedisce
alle proprie pulsioni
e mai che si sottragga
in proferir sofferenze altrui
obbligati al cammino
di ciotoli taglienti

e trascorsi bui

ma in fondo li ascoltate
sette i segreti miei
che sordi amate
nel mondo sopra di poi

son soli e son mari
e terre desolate
fanciulle del tempio
speranze inarrivate
che sorprendono del sogno 

in un mondo di pazzia
che solo la ragione può
spazzare forse via









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Profilo Autore: harloch zed  

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Commenti  

Grace D
+1 # Grace D 15-02-2017 18:17
Una bella fantasia, non c'è che dire, versi molto graditi. Un saluto!

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