Ci ritroveremo sotto un cielo
a cui qualcuno ha dato una mano d'apocalisse

I taxi sporchi, i bidoni stracolmi,
graffiti inariditi come le teste
sotto i berretti invernali d'estate

Al bar accanto la cameriera invecchiata
terrà la testa bassa
e l'ingresso sembrerà un retro fumante

Appiccerai una cicca sfilettata
con la mano che ti trema
e le unghie grattate via dal muro

I nostri amici avranno perso vincendo
e le loro banche faranno ombra
ai nostri miracoli invisibili

Guardandomi mi ritroverai nel vuoto
ma pur sempre a mezzo metro
Un trombettista inscenerà lo spettacolo rugginoso di una cappa di calore e fumi
che ci sovrasterà come una povera mano economista

Giocheremo con le parole
per perderci e ritrovarci
riusando per l'ennesima volta
lo stesso biglietto per la giostra

Quale istante di silenzio

Poi torneremo a ridere singhiozzando
e solo a quel punto
la tua testa
cadrà sfinita sulla mia spalla
nel sonno dell'autunno

Il problema non è che sarà il futuro
ma che sarà un futuro passato
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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