Ninfa mi apparve in sogno.

Fanciulla d’animo, ma virago

in cuor suo e nell'aspetto.

Di spalle a nivea statua.

Un tascapane eburneo

sulla pelle scura del tiglioso,

coriaceo suo corsaletto.

E sullo sfondo di una

mulattiera, tra i bellissimi

capelli scuri lungo il viso fiero

un atro cerchietto.

Disse di non scordare 

agoraio e scarsella,

e mi chiamò Aquilone.

Il sogno mi lasciò dell’agretto.

Non comprendo, non sono altro

che un artiere degli aquiloni e un

rimatore, nella foggia e nel petto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 21-01-2019 14:13
Molto bella mi piace moltissimo bravo.

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