All’indirizzo della solitudine

regalai il vuoto dei miei giorni

e stancai le ferite del mondo

che m’abitavano nel petto

come letteratura d’anima

rubata al tempo del mio ero.

E fu ladra di silenzi

questa mia grafia d’illusioni

fiorita fra gli aquiloni del dolor

e telefonò alle scrivanie dei miei echi

questo rossetto di cielo

lasciato a morder la confusione

del battito dei miei pensieri,

son crepuscolo in ascolto

colato sulle geografie del mio ritorno.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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