Mi desto dal sonno dell’estate
e come dio, per un pretesto,
guardo il mondo.
Ormai giorno si è fatto
e chiaro m’appare.
La mano insegue il foglio
ma poichè il sogno è
in ombra, così veglia la mia
attesa.
Se non avessi
La luce e l’acque tacite,
compagna avrei la solitudine
e il lago dei miei occhi,
dove il sentire si attarda.
Presenti, le nostre cose,
non si colmano
di lontananza ma si contemplano
nella distanza.
Vivere di segni, può darsi.
O che si fermi pigramente,
il tempo.
e come dio, per un pretesto,
guardo il mondo.
Ormai giorno si è fatto
e chiaro m’appare.
La mano insegue il foglio
ma poichè il sogno è
in ombra, così veglia la mia
attesa.
Se non avessi
La luce e l’acque tacite,
compagna avrei la solitudine
e il lago dei miei occhi,
dove il sentire si attarda.
Presenti, le nostre cose,
non si colmano
di lontananza ma si contemplano
nella distanza.
Vivere di segni, può darsi.
O che si fermi pigramente,
il tempo.
Commenti
Prego, i tuoi scritti sono comunque interessanti, a quanto pare, e poi, è un piacere commentare e speriamo che sempre più gente la pensi così, altrimenti son sicuro che anche gli autori perderebbero prima o poi gli stimoli a pubblicare.