o la noia e l'abitudine
se ti accorgi che c'è
qualcosa che non và
la tua tattica la so
te l'ho insegnata io
e Dio sà quanto ho voluto
che pensassi solamente
a darti il cuore.
Guardiamoci negli occhi amore
catturiamo insieme ancora un emozione.
Ho deciso di non farmi male
con i miei discorsi sempre uguali
metto in fila
tutti i miei pensieri
faccio un misto di colori
vuoi vedere come riesco a conquistare
di nuovo il tuo cuore.
Potrà essere follia
o cattiva compagnia
se alle volte mi son perso
nella sabbia di un deserto
e Dio solo sa quanto ho voluto
che non andasse così
un disastro per l'amore.
Guardiamoci con passione
pensando che sia stata solo illusione
di un momento di malinconia
e che presto passerà
risvegliando i nostri cuori
senza tattiche o distrazioni.
L'ho deciso non farò del male
cambierò le mie parole
o rimesso in ordine i pensieri
riconquisterò di nuovo
quell'amore perso per un attimo
ma che nella mente mia
è rimasto sempre acceso
dei monti,
delle onde del mare,
degli alberi dritti
a cercare la luce,
del sole che scalda
che brilla che illumina
il tempo,
mi attrae lo stupore del pianto
dell’anima volta all’eterno,
dei vecchi una volta bambini
dei sogni nel buio degli occhi,
di stelle e di luna
mistero e fortuna
del manto celeste.
E quanto stupore, mio Dio,
se penso alla vita,
agli anni trascorsi in un colpo
a quando bambino felice
correvo abbracciare la mamma.
Sai benissimo ascoltare
ti basta fissare lo sguardo
e percepire il silenzio
che t'avvolge in un mistero
nel grandioso sesto senso
Tocchi il cuore stimolando
i suoi impulsi, che rivivono
innamorandosi
come uccelli migratori
di infiniti orizzonti
sulle ali variopinte
di comete lontane
e sogni avverati
nella pazza felicità
batte alla finestra
generando fatue frasi
rimbombanti nella stanza
che respira solitudine
in pensieri stonati.
Intanto
le nostalgie in catene
ridestano sorrisi
sul fiorire
di una nuova primavera
aprendo il cuore
al perdono
lasciando oltre confine
la rabbia del sole.
Dalla finestra
che dà sul paesaggio
assaporo
il respiro del tempo
che illuminando d’azzurro
un diverso viso
mi avvolge ancora una volta
di attesi fremiti d’amore
prima della pioggia.
Nutritore delle gioconde le stelle
come un pescatore
getto le reti
inseguendo e pescando parole
parole spesso alla deriva
in rotta verso la notte
ripetendo arrivederci ai raggi del sole
e nei momenti bui mento
alle attese che sembrano infinite
riordinando il passato
per serbarne viva la memoria
getto le reti ma ciò che raccolgo
è un’ultima lacrima sempre più spenta
che si allontana sempre di più
Conti quanto vali
l'unica cosa che conta
davvero per il nostro
domani, che si affaccia
dalle nubi di contrasti
quotidiani tra la gente
ed il dolore intollerante
che si combatte
con la forza del pensiero
di mine vaganti, nei respiri
affannosi, per testardi
che impediscono di respirare
di vivere serenamente
Lascia danzare il tuo cuore
ogni volta che il desiderio prende
lascia le parole all'infinito
trasportate dal vento
in un porto nuovo.
Un giorno lontano un rimpianto
resterà nel ricordo
che sfiorò la mano
un brivido scuoterà il cuore
da lassù non ci sarà perdono
per chi ha danzato senza meta.
creatrice di misteriosa
ed irrefrenabile sensazione
si spiega infamante
la Signora tentazione.
Rende irascibili
gli esseri piu' miti.
Ricopre di crassa superbia
l'umilta',
annerendola di inchiostro indelebile,
trasmutandola in vanita'.
E' il piatto piu' saporito
che neanche una donna anoressica
riesce a rifiutare.
E' il dolce fragrante
intriso di corroborante miele,
che si attacca alle anime
piu' labili;
per inebriarle di vischiose illusioni.
Anche i Santi l'hanno incontrata;
era una donna povera;
sola e affrante, desiderosa di essere
confortata.
Una mendicante lurida e lacera,
chiedeva un piccolo obolo,
intenerendo i Servi di Dio.
E sprofondar la loro anima
nel cupo oblio.
che questo prematuro assaggio
d'inverno fa cadere dai rami nodosi
in una danza di morte
senza linfa ormai ingiallite
e rassegnate al suolo si posano
Ne colgo alcune
nel palmo della mano
una carezza come estremo saluto
e le adagio nuovamente sul terreno
loro ultima dimora
In te vedo questo
appassire repentino il colore ambrato
del tuo viso ceduto ha il posto
ad un cereo spento
ma gli occhi no, ancora di luce
sono accesi come fari nella notte buia
in cui cammini
Come le foglie
colgo le tue scarne guance tra le mani
accarezzandole mille e mille volte ancora
ne assaporo la morbidezza
la sensibilità ed il piacere
che sento salire
dal profondo nel ricordo
di notti passate ad amarci
Notti che non torneranno più
ma vivranno sempre nel cuore
sulla pelle sulle labbra
che bacerò fino al nostro
ultimo respiro
Come le foglie morte
che il soffio del vento allontana
noi anime innamorate voleremo
nell'eremo eterno
accolti dalla luce che tutti attende
all'ultima fermata del treno ...
che non ti ha voluto;;
piangi un'umanita'
che dalle gioie degli affetti
ti ha escluso.
ogni gesto buoni e disinteressato
male interpretato.
Solo contro il mondo:
non hai ubbidito
alle leggi dell'ipocrisia.
Sconfitta preventivata.
Il conforto di un sorriso
negato da ogni viso.
il calore di una parola
non riscalda un'anima sola
Piangi in silenzio tra la gente
osservandola con disprezzo
mentre mente spudoratamente.
Lascia stare.
Tieni tutto com’è.
Le tue cose
i disegni della vita
non li puoi cambiare.
Lascia che la pioggia
bagni i prati
e che il tempo
sia sempre uguale
non lo puoi cambiare
nemmeno se ti metti a pregare.
Lascia perdere.
Se ti metti a contare
le stelle su in cielo
perdi il conto
o ne manca sempre qualcuna.
Lascia stare.
Puoi imbrogliare di tutto
ma non il destino.
Se ci giochi
lui ti sbrana,ti uccide.
Non perdere tempo,
che aspetti!
Perché passa e non ritorna
del mese di ottobre
che bagnano ancora
con fare gentile
il placido lume di questa esistenza
rifatta e ridotta
a lucerna o candela
che tenta inadatta
a brillare nel tempo;
bagnando i pensieri
rivolti all’inverno
la pioggia restringe
il guerriero respiro
che come le aquile
sopra la preda
ripensa affamato
ai sospiri d’amore.
Ed ecco le acque
bagnare il dolore
di un anima in pena
nel mese di ottobre.







