Non ho voglia
di pensare ad un futuro remoto.
Non ho voglia
di progettare con lungimiranza.
Non ho voglia
di adeguarmi all'uomo comune.
Lasciatemi ancora qui,
nello spazio circoscritto della mia stanza,
ad immaginare un mondo
di dame e cavalieri.
Qui, nel mio letto, a sognare boschi fatati e castelli incantati;
a leggere un romanzo
d'amor cortese
e ad emozionarmi senza indugio.
Qui, seduta alla mia scrivania,
per colorare un fiore
e scrivere una poesia
che favella di primavera.
Sono con me stessa,
ed odo la felicità
cantare
nell'aria incontaminata della mia stanza.
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