Spenti. Sospesi. Irrisolti.
È questo che si diventa a un certo punto, anche se non sai mai in quale punto. Succede solo che tutta l'energia, la vitalità, la spensieratezza, si dissolvono lentamente, silenziosamente. Talmente in sordina che te ne rendi conto solo una volta che navighi inesorabile in un mare di apatia.
Magone alla sera, sospirando i ricordi di una te diversa, lontana ormai, di una te viva dentro le piccole cose di ogni giorno, che sembrava sempre poter essere una nuova e sorprendente avventura.
Ora i giorni passano uguali, anche se fai cose diverse. Vivi, ma non vivi per davvero. Ti trascini in mezzo a un fango di vicende delle quali non riesci a cogliere nulla se non la funzionalità di quel momento. Trascini te e i tuoi colori, che lentamente sbiadiscono, in una melma di neutralità e d'ingombrante pesantezza, che attimo dopo attimo ti affossa.
Normale. Diventi schifosamente normale, scialba, incolore.
"Non ti spegnere, ti prego non ti spegnere". Le parole rimbombano nel tuo cervello come un pianto, rassegnate, rimbalzando tra una parete e l'altra della tua esistenza, al buio. Senti solo il rumore sordo dell'impatto. E non vedi niente, coi tuoi occhi vitrei. Occhi Spenti. Ti sei spenta.
Forse è il ciclo naturale delle cose, tutto si attutisce, si affievolisce, trova una sorta di neutralità, di equilibrio. Una dimensione nella quale non è concepito l'eccesso, che sia di vitalità, di spensieratezza, di leggerezza oppure di tristezza, astio o rabbia. Tutto racchiuso nel limite verde dell'insulsa stabilità di un animo vuoto.
In quella parentesi così stretta e piatta, persino la più vivace delle personalità affievolisce come una fiammella in un barattolo chiuso, che soffoca e poi muore. Rimane solo il fumo di quella fiamma spenta, che neanche riesce a uscire. Sta lì, sospeso, in quell'intervallo sottovuoto, a ricordarti insistentemente che una volta al suo posto c'era altro.
È questo che si diventa a un certo punto, anche se non sai mai in quale punto. Succede solo che tutta l'energia, la vitalità, la spensieratezza, si dissolvono lentamente, silenziosamente. Talmente in sordina che te ne rendi conto solo una volta che navighi inesorabile in un mare di apatia.
Magone alla sera, sospirando i ricordi di una te diversa, lontana ormai, di una te viva dentro le piccole cose di ogni giorno, che sembrava sempre poter essere una nuova e sorprendente avventura.
Ora i giorni passano uguali, anche se fai cose diverse. Vivi, ma non vivi per davvero. Ti trascini in mezzo a un fango di vicende delle quali non riesci a cogliere nulla se non la funzionalità di quel momento. Trascini te e i tuoi colori, che lentamente sbiadiscono, in una melma di neutralità e d'ingombrante pesantezza, che attimo dopo attimo ti affossa.
Normale. Diventi schifosamente normale, scialba, incolore.
"Non ti spegnere, ti prego non ti spegnere". Le parole rimbombano nel tuo cervello come un pianto, rassegnate, rimbalzando tra una parete e l'altra della tua esistenza, al buio. Senti solo il rumore sordo dell'impatto. E non vedi niente, coi tuoi occhi vitrei. Occhi Spenti. Ti sei spenta.
Forse è il ciclo naturale delle cose, tutto si attutisce, si affievolisce, trova una sorta di neutralità, di equilibrio. Una dimensione nella quale non è concepito l'eccesso, che sia di vitalità, di spensieratezza, di leggerezza oppure di tristezza, astio o rabbia. Tutto racchiuso nel limite verde dell'insulsa stabilità di un animo vuoto.
In quella parentesi così stretta e piatta, persino la più vivace delle personalità affievolisce come una fiammella in un barattolo chiuso, che soffoca e poi muore. Rimane solo il fumo di quella fiamma spenta, che neanche riesce a uscire. Sta lì, sospeso, in quell'intervallo sottovuoto, a ricordarti insistentemente che una volta al suo posto c'era altro.

Commenti
Presumo femmina.
Se è di te che stai parlando, non ti abbattere...hai ancora tante sfide da affrontare ( se 92 indica l'anno di nascita, hai solo 24 anni). Il raggiungimento di nuovi obiettivi è la migliore medicina per assaporare la vita.
Se ho sbagliato ad interpretare il tuo racconto e ho toppato su tutta la linea, dovrai per forza scusarmi...perchè merito un premio per essere stato il primo a commentarti.
Benvenuta/o fra noi
Alec
sta a noi saperci tenere in equilibrio e cercare di ravvivarla Più che una poesia questa è una
prosa in cui tu esprimi il tuo stato d'animo, le tue sensazioni, il tuo sentire e percepire la vita.
Sei stata brava nella descrizione che io,come lettrice, ho percepito il tuo stato d'animo. Cerca di avere
forza e coraggio, sfogarsi fa molto bene. Un saluto, Grace
tutto passa nella vita, prima o poi, benvenuta fra noi nel nostro Club, ciao.
Grazie ancora per le belle parole :)