La difficoltà
di un giorni difficili,
la fragilità
di un cammino senza luce.
Resto da sola
nel silenzio che ho scelto
di ascoltare.
Parlerò di chi amo,
di chi vorrei
una carezza sul viso.
Resterò legata
a quell'abbraccio sognato
per tutta la vita
forse mi proteggerà
dalla sofferenza.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 30-04-2013

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Le migliori 92 immagini su Magia e incanto:Gli OCCHI | Occhi ...

Fagli vedere i tuoi occhi

e ti dirà chi sei

fagli capire che il fondo

non è un abisso per te.

Non ti hanno detto mai

che i tuoi occhi

sono colmi d’amore

e che il tuo cuore è grande

immenso come il mare.

Ora lui cerca di leggere

quello che hai scritto dentro.

Un amore finito male

e una vita da dimenticare.

Fagli capire se vuoi

ti potrebbe consolare

raccontandoti di una stella

che come i tuoi occhi

disse di si alla luna.

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Profilo Autore: conca raffaello*   Sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2019

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Le mie poesie
le scrivo nella strada
con la penna dei miei passi.

Parole
che il mio incedere assorto
scandisce
e scritte nell’asfalto
con il graffio della mente.

Parole poi
spazzate via dal vento
e regalate al cielo
assieme ai miei pensieri.

Lassù…

dove osano le emozioni…

dove osano i poeti.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Il tempo trafigge
come un pugnale
senza un ragionevole motivo.
Penso
a quanto sia inutile
nascondere il sorriso
mentre il dolore devasta.
L’illusione di pensare
che tutto vada bene
che tutto sia a posto.
In fondo
occorre sacrificare
ogni cosa della vita.
Con l’idea di esser forti
ed andare avanti
nascondendo il dolore.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 30-04-2013

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In queste ore tarde
gravide di
solitudine antica
nel vento ostile
che spariglia carte
cammino in questa
densa nebbia
sotto i gelidi fili
di un tram
nell'insoluta ricerca
lungo freddi binari
di una aurora che
tradisca col suo bacio
il buio della notte...
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Sono marinaio di sogni
sul vascello d’espressioni evase
tra le barre della paura,
per penetrare il tuo ascolto
con il primordiale dei sentimenti; l’Amore!

I tuoi occhi muti ascoltano
lo strimpellare di voci nuove
che fluiscono talvolta intimidite,
per il giudizio e pregiudizio …
Indugiano libere in questo A-Mare.

Il timone delle emozioni,
volge verso te, la meta
per carezzarne l’anima…
In attesa la speranza mira
il temerario istinto
che incoraggia il viaggiare oltre.

Assieme sminuiremo,
le dolenzie di anime intimorite
da questo amore, prostrato
al sonar di ricchi metalli
che occhi fan brillar
quasi più d’ogni Dea.

Sono il marinaio, lo scrivano
di rotte sconfinanti della notte.
Giungo a te Poeta e non,
a chieder man forte
per donare all'uomo,
il coraggio del sognare ancora!
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Profilo Autore: Leonardo Ancona*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 01-06-2020

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Riunchiusa in una scatola di cartone.
Solo nero e grigio davanti a me.
Le mani come fossero legate.
E le braccia intorpidite.
L'aria irrespirabile.
Uno sputo avrebbe potuto annegarmi.
Qui anche il vento, quando è stanco, muore.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Appese

ad un pensiero

piccole gocce

riverberano

i primi tenui colori

e nuove sensazioni

ridestano il corpo

dagli umori della notte

dove affoga l’anima

dentro lacrime

di sogni

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Romanticismo: VITA NUOVA

A disincantar evenienze
è un corpo in volo
fra tenebre a sonno lieve,
rem, ove sognar allunga ore alla vita..

Pensier a mutar in solitudine
ove la morte attende il risvegliar del sole,
bacio al giorno e all'altro

finchè luce appar alle pupille.

Inverno ad allungar il sonno,
percorso statico ove freddo e
letargo ad unisono,
van ad hibernar gloriosi.
Sonno a declinar ogni volere,
ad energia di ritorno fra

primavera ed estate.

Dormano pennuti e tartarughe,
dormano ogni specie di animale e
l’uomo s’alzi allegro se il giorno,
nasce povero di luce e con brevità d'ore
il buio avvolge lo spazio.

 

Dorme la fanciulla con amori
ad incontri brevi e
l'inverno anche il cielo dorma.


Al calar della sera assonnati sogni
son rami spogli di vegetazione,
ma, nelle case l’amor unisce i cuori,
famiglie a vibrar ad union di sentimenti.

 

L’inverno è lungo e le
famiglie al tepor di un focolare
parlano e con amor sorridono!

 

 

 

 

 



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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Un passo, un passo

Questo cammino originato in una piccola valle sfregiata

Ha attraversato città e boschi.

Lavarsi i piedi nel mare e

Oltrepassare le montagne.

Cadere tante volte, rompersi

Le caviglie e perdere

Il senno.

Quasi arrivato ma prima

Voltati.

Sporco e a pezzi

Persone immacolate sono arrivate più lontano ma

Non sorridono, e come

Potrebbero, non hanno mai provato l’ebrezza

Di sfilare dei sassi appuntiti dalle proprie

Piante.

Accasciati pure a terra adesso e falli proseguire.

Un viaggio è tale

Solo senza destinazione

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Profilo Autore: RoRos  

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Voglio godere

di ogni istante

inebriarmi di esso.

Voglio riscattarmi da quel tempo

di quando il pensiero

seguiva l’onda

di un veliero alla deriva

e dove la vita

era soltanto

effimera sembianza

che adesso prende forma

dentro un gigante

che la mente con fatica

riesce a contenere.

Troppo grandi

i frammenti

che incidono la carne

lasciando un amaro sapido

di momenti non vissuti

gettati a piene mani

nel baratro dell’orgoglio

che vanifica ciò

per cui vale la pena

di stare al mondo.

Ora del vivere

resta solo la pena

di non risalire più la china

e so che la vita

mi aspetta

in cima alla montagna.

Con le unghie dovrò scavare

il sentiero dalla terra

che coprirà la croce

issata sul talamo

del mio dolore.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

Questo autore ha pubblicato 12 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
H2O Dentro gli occhi il cielo,
Quei ricordi di domani dentro le orecchie
il mare Frastuono di silenzi mai taciuti
Seduto su uno scoglio voglio restare qui, con i piedi nell’acqua.
Tra onde e alghe e pezzi di bottiglia
Messaggio mai letto
In un'altra lingua
L’acqua non oppone resistenza. Mi rinfresca il sangue scorre tra le mie dita,
Le mie orecchie e i capelli bagnati L'acqua bagna la poesia
Ombrelloni che riparano dal sole Luglio volgare
L’acqua non è un muro, è una strana sostanza
Si beve, si tira, e se zampilli alla fonte
Sei tutta d'acqua antica e trasparente è senza forma,
hai il colore del cielo Degli occhi di ieri Il sole illumina l’acqua e la rende trasparente.
Lancio un sasso, Fa cerchi concentrici Che invadono il sogno il mio buco nell’acqua
Come sempre E per sempre
Poi lo tappo con la sabbia Rimango qui.
Non voglio più stare con i piedi per terra
Non voglio volare Se non sbatto le braccia
Nella mia testa
È tutta una festa
Io amo l'opposto Buon Natale a voi Il quindici agosto
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Profilo Autore: Fausto Longo  

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Ogni prato ha la sua erba
Ogni uomo ha la sua ombra.
Ogni mano ha le sue dita.
Ogni bimbo ha la sua mamma.
Ogni rosa ha le sue spine.
Ogni piede ha la sua scarpa.
Ogni passo ha la sua orma.
Ogni fiore ha i suoi petali,
ogni copia il suo originale,
ogni dito la sua unghia,
ogni ruscello la sua acqua.
Ogni mare ha i suoi pesci,
ogni persona la sua età.
Ogni cielo ha il suo sole.
Ogni città ha il suo nome
Ogni persona ha la sua storia.
Ogni giorno ha la sua notte.
Ogni notte ha il suo giorno.
Ogni casa ha i suoi mattoni.
Ogni oggi ha i suoi ieri.
Ogni cosa ha il suo posto.
Ogni gamba ha il suo passo.
Ogni principessa ha
il suo principe azzurro.
Ogni notte ha i suoi incubi
e...i suoi sogni.
Ogni inizio ha una sua fine...
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Notte infinita di pioggia
Ingorgo della mente
Mi rigiro tra dune di lenzuola
Scaccio pensieri
neri come corvi
Rovisto nei cassetti dei ricordi buoni
ma spiritelli dispettosi rimbalzano
dentro i miei occhi chiusi
Scompigliano equilibri
spianano illusioni
Molecole impazzite
che scendono come
grani di sabbia a
sedimentare l'anima
E alla fine in questa
notte di battaglia
si fa largo il giorno...
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Moderni suoni lambivano i tavoli quadrati di quel bar,
ostello del pensiero,
rifugio dell'eternità.

Erano momenti nuovi che mi atterrivano 
che mi rendevano estraneo 
in quel loculo morente della vita.

Non sapevo districarmi da quel labirinto 
di tavoli e sedie 
di persone troppo comuni,

lascivi esseri dal senno scomposto in troppi frammenti 
perché io possa comprenderli,
nella logica esilarante 
che mi sono costruito su di colui che vive.

La morigeratezza che avevo perseguito 
era per me sinonimo di una forma essenziale,
inscindibile dal sublime 

unica via attraverso cui si può fuggire 
dell'ipocrisia del vivere,
triste suicidio del non lasciarsi morire.
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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

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