
Quando il giorno parlò di sè
della primavera
dell’erba che cresceva
del fiore che nasceva
di quel dolce risvegliare
da un sonno lungo un inverno
ed il fiume che aspettava
impaziente la pioggia
per poter sposare il mare.
Poi le prime rose
e le rondini nel cielo facevan festa
un’allegria di pace
aspettando l’estate
poco mancava per vedere il sole
sempre più radioso.
All’orizzonte appariva immensa
come la più bella stella
era lei l’estate
spavalda e prorompente
sapeva d’essere attesa
perché scaldasse i cuori della gente.
Sapeva d’esser solo di passaggio
e i primi temporali, a poco a poco,
le facevano capire che era l’ora
d’andar via...
Era l’autunno che bussava così forte
soffiando un vento non più caldo
che faceva morire le foglie
e gli alberi cambiavano colore,
ma nonostante tutto
rendeva la natura assai bella
era venuta l’ora della vendemmia
frutto maturo reso vivo
da un’ estate molto calda
e l’uomo canticchiava una canzone
sapeva di vino buono e frizzantino.
Quanto il giorno parlò di sè
arrivò l’inverno
il fiore appassiva
e l’erba moriva,
tutto s’addormentava; anche il sole
perché il gelo e la neve
erano più forti
ed il fiume non arrivava al mare
e una piccola rondine
rimasta sola moriva
come moriva il giorno.
Anche se era troppo presto
per andarsene via...

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