Starò lontana, da quel crescere
della pioggia, che batte sui vetri
gocciolanti, sognandoli
su una macchina allontanarsi
dopo un'occhiata esclamativa,
di un giorno sul balcone del suo cuore
falciato dalle orbite inclinate
nelle chiavi sbagliate, impuntate,
girandosi male, nella fredda foschia
autunnale, che un riccio diventa
e vorrebbe dormire, fino a domani

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