Guardi il prato di ferro che scade
giù dal tuo mondo
Quel languore d’asfalto s’attacca
tra le vene zoppe d’erba
e una pozza di grigio morde
il ciglio di verde su, tra le mura
Si affaccia un dorso di cielo
sopra il coppo e le macchie
di pietra aggrappata ai camini
Ma tu arricci le labbra, nascosta ai graffi
del freddo d’autunno
Volevi saldare una lama d’azzurro
tra i rigetti di grigio e i gocciolii
di questo labirinto al neon
Ed io ti ricordo come la foglia dopo la calce,
un tentacolo di vita che beve cemento
di là dal plasma.
giù dal tuo mondo
Quel languore d’asfalto s’attacca
tra le vene zoppe d’erba
e una pozza di grigio morde
il ciglio di verde su, tra le mura
Si affaccia un dorso di cielo
sopra il coppo e le macchie
di pietra aggrappata ai camini
Ma tu arricci le labbra, nascosta ai graffi
del freddo d’autunno
Volevi saldare una lama d’azzurro
tra i rigetti di grigio e i gocciolii
di questo labirinto al neon
Ed io ti ricordo come la foglia dopo la calce,
un tentacolo di vita che beve cemento
di là dal plasma.
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Complimenti.