Mi sono alzato presto. Prima del solito. Cerco di realizzare – nero su bianco – le riflessioni rimaste in sospeso ieri sera, dopo il take away cinese.
Non ho fatto colazione. Ho un certo languore, ma non ho voglia di cucinare. Preferisco meditare.
Sul tavolo, il pacchetto di Davidoff un po’ stropicciato. Prendo una sigaretta e l’accendo. Vicino c’è un quaderno su cui appunto idee, riflessioni quando sono annoiato, stanco oppure malinconico.
Da un po’ di tempo il mio cervello è affollato di pensieri. Ieri, per l’appunto, mentre consumavo la cena, meditavo su come si cambia in quel passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta. Il fatidico ingresso nel mondo del lavoro. Certo, non ci si può aspettare di rimanere legati al passato, ma è assurdo constatare come tutto muti e gli unici eventi che ti toccano sono quelli che riguardano la salute.
Il resto, spesso e volentieri, è una noia mortale.
Gli amici?
Impegnati a occupare il loro tempo tra lavoro e fidanzate, li vedrai sempre meno.
Le pagine bianche del mio quaderno aspettano di essere riempite con qualcosa che testimoni la messa a nudo del mio “Io”, che ho un po’ trascurato.
Apro il frigorifero e prendo una lattina di birra.
E’ bella fresca e questo non può che farmi piacere.
Lentamente il fumo della sigaretta spegne la cicca appoggiata al posacenere e nel silenzio si sente il rumore delle lancette scandire l’andare del tempo.
Mi sfiorano pensieri che riguardano il sacrificio in tutte le forme. Al suo valore ascetico.
Devi rinunciare in nome di Dio.
Devi fare sacrifici per studiare.
Devi fare sacrifici per trovare un lavoro.
Devi fare sacrifici per il bene comune.
Devi fare sacrifici per la famiglia.
Devi fare sacrifici per comprare una casa.
Devi fare sacrifici per risparmiare.
Devi fare sacrifici per mantenere il tuo status di persona libera.
E per non perdere quel treno che passa una volta.
Una volta e basta.
Non ho fatto colazione. Ho un certo languore, ma non ho voglia di cucinare. Preferisco meditare.
Sul tavolo, il pacchetto di Davidoff un po’ stropicciato. Prendo una sigaretta e l’accendo. Vicino c’è un quaderno su cui appunto idee, riflessioni quando sono annoiato, stanco oppure malinconico.
Da un po’ di tempo il mio cervello è affollato di pensieri. Ieri, per l’appunto, mentre consumavo la cena, meditavo su come si cambia in quel passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta. Il fatidico ingresso nel mondo del lavoro. Certo, non ci si può aspettare di rimanere legati al passato, ma è assurdo constatare come tutto muti e gli unici eventi che ti toccano sono quelli che riguardano la salute.
Il resto, spesso e volentieri, è una noia mortale.
Gli amici?
Impegnati a occupare il loro tempo tra lavoro e fidanzate, li vedrai sempre meno.
Le pagine bianche del mio quaderno aspettano di essere riempite con qualcosa che testimoni la messa a nudo del mio “Io”, che ho un po’ trascurato.
Apro il frigorifero e prendo una lattina di birra.
E’ bella fresca e questo non può che farmi piacere.
Lentamente il fumo della sigaretta spegne la cicca appoggiata al posacenere e nel silenzio si sente il rumore delle lancette scandire l’andare del tempo.
Mi sfiorano pensieri che riguardano il sacrificio in tutte le forme. Al suo valore ascetico.
Devi rinunciare in nome di Dio.
Devi fare sacrifici per studiare.
Devi fare sacrifici per trovare un lavoro.
Devi fare sacrifici per il bene comune.
Devi fare sacrifici per la famiglia.
Devi fare sacrifici per comprare una casa.
Devi fare sacrifici per risparmiare.
Devi fare sacrifici per mantenere il tuo status di persona libera.
E per non perdere quel treno che passa una volta.
Una volta e basta.
Commenti
Molto bello leggerti!