Tra le cicatrici che invadono l’impossibile
tra le membra che ricordano
le ferite non ancora appassite
per le quali il rancore
si spinge verso l’indimenticabile
il cerchio di ciò che è stato
ancora risuona inesorabile dallo spirito
ma soave quando di esso
ritorna solo quello che fa sorridere.
Si fa più duro sotto i raggi di luce,
Acceca e distoglie.
Nugolo di pensieri ci accompagnano,
Senza mai fermarsi, visibilio di colori,
Ti ricamano la pelle, sotto vestiti di foglie.
Nuvole passeggere salutano correndo.
E tu, ti ritrovi nuda dentro e fuori,
Le tue mani come fiori sbocciati,
Come conchiglia e perla nascosta,
Incapace di coprire le tue corde esposte,
Sotto quel scintillio di verità,
Sotto piccole cavità dove
Acqua pura scorre,
Vibra il respiro e si riempie
Come lago l'anima
Inerme e svestita.

Mestamente mi avvicinai
pel discendere della piana,
esso traversava lo soglio ch'al mar discenneva.
Solevo esser in solitudo
e del percorrere suo
m'adombravo dell'ombra mia.
Li pensamenti s'addormivano d'in fianco
ai mirti e la vista spingeva il guardo
oltre le selvagge mimose.
Preso da insana follia
m'atteggiavo a volare
e dei ripidi massi non curavo
'sì da tuffar spirito
nelle perigliose acque.
Trascorreva in tal guisa
l'andare mio lento
attraverso il sentire
che al traguardo giugneva.

Vieni qui, avvicinati...
siedi sulla riva del fiume
accanto a me,
non andar via.
Non senti questa voce?
Non senti anche tu questa melodia?
Ascolta...
Ascolta attentamente,
sembra la mia stessa voce
e vien dal fiume
in prossimità della foce.
Non temere,
destati anima mia,
tienimi compagnia, non andar via.
Non perderti nell’oblio,
ascoltiamo insieme
questa voce, questo sibilìo.
Prendimi, anima mia,
abbracciami, stringimi!
Riprenditi il tuo corpo, prendi me,
non tollero che io sia qui...
qui da solo, senza te.
al primo grande amore,
alla prima
vera sofferenza.
Al viaggio dell'innocenza,
della gioventù.
L'amore per sempre
esiste...
Ogni volta che ci innamoriamo
ogni stramaledettissima volta.
Pronti a ricevere
a dare amore per sempre.
Inseguendo
l'amore finito
che vivrà per sempre.
- Tra fiori disseccati.
E' forte il mio implorare:
non è altro che spasimo portante di paure nate prima.
Perciò, tra quelle che ora sono nate
mi rimangono occhiate
di organi mal riusciti
che per quanto resistenti
fanno sentire le proprie voci.
E influiscono somaticamente
e altrettanti tratti somatici
fanno della notte uno stridulo urlante
che per ora solo l'etanolo può placare.
Quando fremono risvolti di voglie
quando le finestre sbattono
anche senza vento
quando semi di goduria
biascicano senza risultati
la stanza
o qualsiasi spazio
in cui danzano le statue animate
prende vita inevitabilmente
per non far cadere
il mito della vivacità
in cui si mischiano echi di lussuria
e turbini di pateticità si muovono
speranzosi di finire in bellezza.
Delusa dai facili effetti
quando dimentico me

Il rifugio per un buon whisky
ogni domenica al saloon;
bottiglie ben allineate
come birilli da bowling,
la birra nel calice sembra agitarsi,
i pensieri man mano inebriarsi.
Fisso il fondo del bicchiere
come fosse un televisore,
l’audio è basso e distorto,
il video sfocato e contorto.
Dopo qualche bicchiere
inizia la fantastica avventura,
diretta e interpretata con disinvoltura;
i fumi dell’alcool annebbiano l’atmosfera
tra giochi di sguardi e frasi di complicità,
un film d’azione senza pubblicità.
è l’apoteosi che si sgretola nel nulla
sono le infinitesime parti ebbre che fucilano il sorriso nella notte
è la sconfitta che si perde dentro di te
è una falsa promessa fatta al mio io
è lo sguardo lacerato dagli spettri
il comprimere l’emozione del guardarti
l’addio marcio che celebra quando mi fa giungere al sussulto
senza suscitare di applausi.
di limpida luce che colma
il cammino diritto,
contro la brezza che soffia
musica dalle finestre aperte,
odore (di)strutto e d'infarto,
ai piani alti risate e pianti,
amplessi liberano
piacere in versi
passanti lasciano
scìe di suoni morenti,
mi travolge
un'onda di folla
e in essa sfocato
è il volto che mi domanda,
chiede conto dei miei giorni invisibili
che se esistere significa esser percepiti
allora sono morto
ma posso risorgere
trafficando con l'illusione
come quando mi accade di pensare
che ogni istante della vita può esser poesia,
lo penso,
mentre piscio leggendo frasi oscene
sui muri di un cesso alla stazione,
poi ripiglio a scagliarmi
contro il buio limite del risveglio.





