V'era un sentiero
pel discendere della piana,
esso traversava lo soglio ch'al mar discenneva.
Solevo esser in solitudo
e del percorrere suo
m'adombravo dell'ombra mia.
Li pensamenti s'addormivano d'in fianco
ai mirti e la vista spingeva il guardo
oltre le selvagge mimose.
Preso da insana follia
m'atteggiavo a volare
e dei ripidi massi non curavo
'sì da tuffar spirito
nelle perigliose acque.
Trascorreva in tal guisa
l'andare mio lento
attraverso il sentire
che al traguardo giugneva.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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