per costruire immagini e profumi,
una vita
distrutta in due minuti,
una vita finita...
Un muro caduto sotto la dinamite
volato via
come un soffio di vento,
volato via
come un aquilone.
Una chiave rotta
nella toppa di una porta
troppo vecchia per aprirsi.
Frammenti di ricordi
quasi trasparenti,
contorni ingialliti dal tempo
che corre veloce.
Tra la folla ti aggiri infelice
condizionata
tra la pace che vorresti trovare
e dal tuo spirito libero
che ti fa viaggiare
fra la realtà e la fantasia.
Il tuo spirito libero
e la passione dell'avventura,
la gioia di vivere nuove esperienze.
Ti accompagnano verso l'orizzonte
a trovare ogni giorno
un sole nuovo, diverso...
Ma il tuo coraggio può ferire
come un pugnale
lanciato dietro le spalle.
Vi racconto la mia storia
senza lagna e senza boria.
Orfano di padre in adolescenza,
per disgrazia
e di madre, d’esser madre
presto sazia.
Notti di eclissi di luna
e giorni di sola bruma.
Dentro certo rabbia
e annientamento, e scorie
ma anche l’anima
di un cantastorie.
Se tenebra per la notte pare opportuna,
è l’ombra dei giorni che li accomuna.
E in un cratere imprecisato
del cuore, in una landa fuori mano
lo spirito sedulo
dell’artigiano.
Mentre l’ombra si intrattiene ad allunare
sul giorno, la notte gioca a farsi ritagliare.
Ecco perché in quelle notti
senza luna
ho il dovere di adottare
le parole una ad una.
Che sia una fase crescente o calante
e in quei giorni a guisa di falce,
il menestrello un po’ irriverente
armato di piuma,
riempiendola di continui vezzi
si diletta a solleticare la luna.
nel suo ultimo quarto
e mi giro nel letto
in questo onirico stagno
tra ceneri e polvere
di estinte illusioni
Ho cercato un passato
di scolorite memorie
sotto un cielo graffiato
sopra rose appassite
... e resto in attesa
di un altro equinozio
sotto il crudo ricatto
di una bianca falce che
aspetta la notte e
assassina i miei giorni
costruiscono muri,
accettare le delusioni
senza dargli troppo peso
andare avanti
anche quando
vorresti morire
a dispetto di
chi ti ha ferito
ignorare
i vuoti che mi opprimono ma
non possono essere colmati
ricordarsi dei sogni
fatti da bambina
la distanza mi strappa
gli occhi
nuvole alte
come fantasmi si avvicinano
l'orizzonte e irraggiungibile,
guardo dietro di me
sulle labbra
ancora urlo il tuo nome
sento ancora quell'abbraccio
ci ritroveremo in un'altra vita
e con voce tremante
affronto un'altra salita.
dentro vortici di rabbia
Lenza tesa dentro il cuore
pronta a coglierne l'amaro
Sfugge mente dai confini
a cercare mondi ignoti
sopra oceani di mistero
come uccelli migratori
Ho svuotato le mie tasche
dai ricordi di una vita
consumati già dal tempo
in un limbo ormai confuso
Via col vento come sabbia
a disperdersi nel mondo
Via dal buio e dai suoi tarli
verso luce e mari aperti
Nei brani d’infanzia
ritorna eccitata
la fuliggine
della sua voce,
uscita dall’incanto
d’un rifugio,
per poco stempera
la trama
dei ricordi nel calore
stagionale del sogno,
senso della memoria
nudo come setaccio
del riso e della burla
nella mente
d’un cantastorie.
Nel parlare
interiore d’affetti.
In nessun luogo
Io sto bene
Questa parte di me che
non è come le altre persone
che sono sempre al posto giusto e al momento giusto.
Sto come un pesce fuor d’acqua in questo mondo.
Gente che ha sempre la parola pronta senza dire niente..
Soffro dentro.
Quest’estate così bruciante
fa morire i fiori assetati..
Non sono allegra
anche se rido per gli altri .
Sto in un angolo ,oggi
il mio cuore ha mille anni.
rido per gli altri
ma il mio cuore ha mille anni.
Sono una tempesta di sassi dentro la tua testa.
La notte fredda, la brina,
il ghiaccio, il vetro,
un bicchiere,
qualcosa da cui bere.
Un “urlo” -
un eco nella stanza che nemmeno ad Allen basta.
Sono riuscito a vedere
la pazzia,
Il rumore, la fantasia,
Immersa in acque profonde infrante sugli scogli dalla monotonia.
Sono l’antenna della comunicazione, la voce di mille generazioni,
la voce della nuova poesia.
Con quel vestitino bianco appena sopra
il ginocchio ti adoro, seduta tra i fiori.
Ma quando rientri dalla spesa,
t-shirt madida sulla schiena e scarpe
da ginnastica legate insieme, a penzoloni
tra le borse, spossata e coi capelli in disordine
amo ogni attimo che mi ha afflitto nell’attesa.
Tocchi le gocce con due dita con disinvoltura,
ti sposti sotto il getto d’acqua con sicurezza
e sollevi appena la testa inclinandola indietro.
Ti versi un po’di bagnodoccia sul palmo della
mano e ti accarezzi sulle spalle e sul grembo.
Versi dell’altro bagnoschiuma sulle mani,
e scrivi TI VOGLIO TROPPO BENE sul vetro.
E dopo aver spostato una gamba leggermente
in avanti, sollevando sulla punta il piede
ti chini per insaponarti il polpaccio e la caviglia.
Ti aiuto col sapone sui fianchi, intanto stendi
le braccia in avanti fino a farmi sentire le tue mani
toccare i gomiti, e ti stringo forte per non perderti.
Mentre mi appoggi un TI AMO sulle sopracciglia.
Mi riporta nella sala il rumore della pellicola
che striscia sul bordo della bobina, e resta solo
l’odore tostato del cinema e sullo schermo il peso
del titolo NON C’E’ ALTRO, ALTRO CHE TE.
In platea non è rimasto più nessuno, e forse
ci stiamo già facendo del male, e mi sembra
di essere qui seduto da sempre con l’alter ego
di me stesso, e si spegne il proiettore.
La maschera che maschera non lo è mai stata
riaccende le luci prima del prossimo spettacolo,
ma è al buio che meriterebbe il giusto riguardo.
Questo film dove non è mai stato importante
come entri nella vita degli altri, non so quante
volte l’ho già visto finire di schiena in un vicolo.
di un antico rudere
sopra i roventi sassi
a mezzogiorno
mi ritrovo solo
a tessere odissee
tra ricordi affioranti
a pelo d'acqua
disincantato e sperso
in un monocromo futuro
nell'illusoria attesa
di giorni in verticale
Sono come sabbia fine
dentro una clessidra
impazzito insetto
sotto ad un bicchiere
sono sgradito ospite
di silenzi antichi
tra pagine ingiallite
ormai disperse al vento
e mi sento l'anima incompleta
... sull'obliquo ciglio del ricordo
Il mio amore non è tornato
guardo la luna mentitrice.
Non sei tu amica degli amanti?
Luna bugiarda, luna mentitrice
Il mio amore non è tornato.
Priva di quelle labbra da baciare
vado errando orfana nel mondo;
cosa nasconde il tuo manto d'argento?
Forse
il mio tormento
Sono io,
il letterato,
un creativo,
un mezzo artista,
e sono orgoglioso,
contento
della mia diversità,
della mia differenza,
dell’essere diverso,
originale,
sopra le righe,
un po’ fuori dal seminato,
a volte relegato
ai margini,
a volte all’ avanguardia,
con le mie peculiarità,
che non mi rendono qualunque;
le persone non sono tutte uguali,
ognuno è diverso,
ognuno coi cavoli suoi,
con la sua storia,
le sue idee,
questa è la realtà.
Quel tutto che completa.
Dissetato.
Sfamato.
Risolto.
Invece sono qui che Interrogo il silenzio.
Benedetto silenzio
Tu mi conosci profondamente.
Sai di cosa ho bisogno.
Hai visto lacrime che celo
Al mondo.
Sorrisi inespressi.
Desideri inconfessabili.
Ma resta senza risposta
Il mio quesito.
Silenzio ingoia
Il vuoto, colmalo di verità.
Restituiscimi la felicità.









